Radio, ascolti radiofonici Audiradio: come sta andando alle locali?

Non bene, per i partigiani della tesi della "selezione artificiale" delle radio locali in corso da anni ad opera dei poteri forti del mondo editoriale-pubblicitario e nella disattenzione completa della politica. Non male per i moderati, che pur ammettendo la progressiva "selezione naturale" di un settore che per certi versi pare aver fatto il suo tempo e quindi necessita di un approccio completamente diverso (la missione della radio locale andrebbe totalmente riscritta), non vedono, dietro ai risultati Audiradio, alcuna trama oscura. Certo, rimane ancora al tappeto la questione delle radio operanti in bacini demograficamente ristretti, che risentono del basso campionamento statistico dell’indagine: problema che Agcom ha trattato di sfuggita pochi mesi fa a seguito della durissima protesta conseguente al "caso soglia", esploso con la decisione della società Audiradio di procedere all’innalzamento della soglia dei 24 casi minimi per comparire in classifica. Tuttavia, secondo la scuola di pensiero non dietrologica, problemi di inferenza a parte, Audiradio niente altro starebbe facendo che fotografare la realtà variegata dell’emittenza locale, divisa tra soggetti agonizzanti (quelli che puntavano al continuo rialzo per vendere le frequenze FM, ma sono state trombati, prima dalla raggiunta sostanziale stabilità diffusiva dei grandi player che dalla crisi economica); tra radio senza idee (che come tali sono castigate dal mercato); tra emittenti che le idee le avrebbero anche ma non hanno i mezzi per metterle in pratica o per esaltarle e tra stazioni che hanno saputo identificarsi, distinguendosi dalle reti nazionali (sembra un’ovvietà, ma, invece, di effigi locali, ovviamente scadenti, di network l’Italia è ancora piena): è il caso di alcune superstation o maxilocali da oltre 500.000 ascolti nel giorno medio, come Radio Bruno, Radio Birikina o Radio Norba (che pur fluttua da indagine ad indagine), oppure di radio di minori dimensioni che hanno però saputo caratterizzarsi (Radio 80, Radio Juke Box, ecc.). Poi esistono i fenomeni inspiegabili: quelle emittenti sulle cui performance positive potevi scommettere, ma che sono state bastonate.Audiradio - Radio, ascolti radiofonici Audiradio: come sta andando alle locali? Infine ci sono le stazioni che “tengono” bene, ma che per tornare a crescere hanno evidentemente bisogno di una spinta in più (per esempio nella diffusione): è il caso di Lifegate, prodotto originalissimo e dalle potenzialità enormi (soprattutto in questa fase prossima agli effetti della green-wave di Obama), da tempo inchiodato tra i 150.000 e i 200.000 ascoltatori nel g.m., ma anche di Radio Ibiza (427.000 ascolti) e Kiss Kiss Italia (pur con 514.000 affezionati). Ad essere legnate dall’indagine sono state soprattutto le stazioni nell’intorno dei 100.000 ascolti nel g.m., multate geneticamente dagli effetti dell’indagine campionaria, che restituisce una stima alla quale è iscritto un grado di fiducia misurabile quando la costruzione del campione replica a criteri di tipo probabilistico (nel caso di specie, minime fluttuazioni su un valore complessivo numerico poco rilevante producono effetti anche devastanti agli occhi del mercato, anche se, nella realtà, l’emittente non ha subito disaffezioni di peso). E’ pur vero, osserva qualcuno, che lo spaccato regionale degli ascolti delle reti nazionali mostra spostamenti di gradimento più contenuti di quelli delle locali, a parità di campione; comportamento, questo, che non trova immediata spiegazione tecnica, a meno di introdurre considerazioni di natura estremamente soggettiva. Nondimeno, al di là di queste valutazioni, non può non rilevarsi come la metodologia di rilevazione Audiradio sia ormai inadatta all’era tecnologica in cui viviamo. Per esempio, anacronistica è la divisione tra emittenti locali e nazionali, quando già l’ascoltatore non ha più percezione della distinzione, fruendo del medium anche attraverso formati diffusivi per natura sconnessi dall’ambito territoriale, come il web, il mobile streaming e, seppur in misura minore, il sat. Pare quindi agli osservatori più accorti irrinunciabile la rapida adozione di strumenti di verifica più attendibili ed oggettivi, slegati dall’effetto memoria o dalla fascinazione da marchio sopraesposto, per esempio con un equivalente tecnologico del meter di Auditel. E che i tempi per una revisione siano maturi, lo dimostrerebbe anche il fatto che, da qualche mese, uno dei più grandi rilevatori mondiali starebbe studiando l’opportunità di fare ingresso nel mercato delle indagini degli ascolti radiofonici italiani con metodiche innovative.
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