Radio digitale, il Messico adotta lo standard HD Radio. Intanto si traccia un primo bilancio positivo negli USA per IBOC

Il Messico sposa ufficialmente la radio digitale con tecnologia HD Radio. Gli Stati Uniti Messicani hanno quindi approvato definitivamente la transizione alla radio digitale, già oggetto di una lunga sperimentazione da parte delle stazioni prossime al confine americano col formato IBOC di Ibiquity.

"Ora il permesso è esteso a tutte le stazioni FM e AM dell’intero territorio nazionale", fa sapere il blog Radio Passioni, che ha ripreso la notizia e che ricorda che in passato le autorità messicane avevano condotto una sperimentazione del sistema numerico Eureka 147, optando però per HD Radio, che a questo punto diventa un candidato forte alla digitalizzazione radiofonica sull’intero continente americano. La normativa approvata in Messico prevede comunque una digitalizzazione su base puramente volontaria e non sono previste per il momento date di switch-off. "A quasi dieci anni dalla sua introduzione sui mercati, HD Radio può cominciare a tracciare un primo bilancio positivo, almeno per quel che concerne la digitalizzazione della banda FM", spiega Andrea Lawendel, giornalista ed esperto di radiofonia. "In onde medie molte stazioni americane stanno rivedendo la loro decisione di tenere accesa la componente numerica del segnale anche di notte (ricordo che HD Radio è un sistema ibrido, che non compromette la ricezione del segnale analogico con i vecchi ricevitori ma fa scattare automaticamente il digitale quando si usa un apparecchio compatibile). HD%20Radio%20mobile - Radio digitale, il Messico adotta lo standard HD Radio. Intanto si traccia un primo bilancio positivo negli USA per IBOCDopo il tramonto le maggiori distanze percorse dal segnale digitale determina un grosso rischio di interferenza con le componenti analogiche delle stazioni che operano su frequenze limitrofe. In FM invece i livelli di adozione da parte delle emittenti USA cominciano a essere interessanti. Il bilancio tracciato recentemente dalla rivista Radio World permette forse per la prima volta di essere ottimisti. Su 14.600 emittenti oltre 2.100 hanno adottato il segnale ibrido IBOC, di queste 1.800 circa in FM. 1.300 di loro trasmettono – sulla stessa frequenza – uno o due canali di programmazione separata (HD2 e HD3). Le proiezioni di vendita delle radio digitali stimano che nel 2012 ci saranno 12 milioni di apparecchi in funzione, con 15 automaker impegnati a integrare la tecnologia nelle autoradio di bordo. Una importante svolta è arrivato qualche tempo fa, quando la FCC ha autorizzato le emittenti a innalzare le soglie di segnale della componente digitale, volutamente attenuata nella fase iniziale dell’adozione dello standard proprietario (per paura che una componente numerica molto forte disturbasse la ricezione negli apparecchi analogici). Grazie a questa decisione la ricezione HD Radio indoor sembra essere migliorata decisamente". "HD Radio – continua Lawendel – fa parte, con Eureka 147 e DRM+, dei sistemi attualmente discussi dai regolatori europei in materia di digitalizzazione della radiofonia. Ma a causa delle risorse di banda impegnate dal segnale ibrido, appare quanto mai irrealistico utilizzare un sistema IBOC (in band, on channel) per rimpiazzare l’FM analogica. Si possono tuttavia immaginare scenari in cui una eventuale migrazione dei network radiofonici più importanti sul DAB+ arrivi ad abbassare l’affollamento dell’FM tipicamente italiano (e in parte europeo). In questo caso una seria sperimentazione di HD Radio potrebbe portare a risultati interessanti. Il vero vantaggio di HD Radio su tecnologie alternative come il DRM+ sta nella buona disponibilità di ricevitori compatibili con il sistema Ibiquity", conclude il post di Radio Passioni. (A.M. per NL)
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