Radio e giovani. 1^ puntata. Maikel Van Duinen: La Radio non è un device, è contenuto e brand

Maikel Van Duinen

“La radio continua a dimostrare di essere la miglior piattaforma audio al mondo”.
Potrebbero essere le parole di qualche veterano della radiofonia. Invece sono quelle di Maikel Van Duinen, 18 anni, conduttore radiofonico del nord dei Paesi Bassi, in onda ogni giorno su Radio OOG.
La Radio sembra quindi affascinare ancora le nuove generazioni che continuano a coglierne il senso, cavalcandone la trasformazione.
Per questo motivo NL ha deciso di intervistare alcuni ragazzi che la fanno in giro per l’Europa, sfatando il falso mito della radio che non interessa più ai giovani.Foto 2 - Radio e giovani. 1^ puntata. Maikel Van Duinen: La Radio non è un device, è contenuto e brand
La prima puntata è dedicata a Maikel Van Duinen, un simpatico e talentuoso ragazzo dei Paesi Bassi.
(Newslinet) – Maikel, come ti sei avvicinato alla Radio?
(Maikel Van Duinen) – Ho iniziato a fare radio più o meno quando avevo 12 anni, ho avuto modo di sperimentare diversi stili. All’inizio parlavo molto, perché pensavo che dall’altra parte ci fosse qualcuno assolutamente interessato a quello che dicevo e alla mia voce.

Il giusto peso delle parole

Poi ho iniziato a sperimentare la Hit Radio ed ho capito che non è proprio sempre così, a meno che tu non abbia qualcosa di davvero forte da dire e da dare. Perché, per il resto, i saluti o le notizie le puoi fornire anche in breve tempo, in quanto l’ascoltatore vuole fondamentalmente musica, se non sei una news radio.
Adesso ho trovato uno stile che mi soddisfa. Una via di mezzo tra velocità e contenuto.

Studio e lavoro: connubio radiofonico

Studio comunicazione e c’è un’interconnessione tra la mia Università e la radio. Presentare è una delle attività di studio e la scuola è quindi molto utile per la radio. E la radio è a sua volta molto utile per la scuola.
Spero poi tra qualche anno di iniziare con una radio nazionale: qualche stazione qui dà la possibilità di seguire dei corsi e lì è dove i Dj imparano e si perfezionano. E’ anche un modo per entrare in relazione con le grandi radio e magari cogliere le possibilità.

Foto 3 - Radio e giovani. 1^ puntata. Maikel Van Duinen: La Radio non è un device, è contenuto e brandDevice, contenuto e brand

(Newslinet) – Cosa pensi del futuro della radio in relazione anche agli altri Music/Content provider del web?
(Maikel Van Duinen) – Penso che ci siano abbastanza opportunità per la radio: ad esempio il trend del Podcasting che sta dando alla radio incredibili opportunità di crescita.
Perché oggi la parola “radio” allarga la visione. Non è solo un device: è contenuto e brand. Non importa la forma e il mezzo; conta la sostanza. E la sostanza è quello che chiamiamo Radio.

Quello che Spotify non ti dà

(NL) – Alcuni dicono che la radio non interessa più ai giovani.
(MVD) – Al contrario: c’è un continuo bisogno di radio, anche se in forme diverse. Fino a che le radio e i conduttori continueranno ad esplorare, la radio continuerà ad essere viva e in splendida forma.
Spotify per esempio è solo musica, e una scelta musicale robotizzata, la radio ti dà in aggiunta news e artisti, possibilità magari di incontrarli, di andare ai concerti in esclusiva.

Chiedetevi cosa vuole l’ascoltatore. Anzi, chiedeteglielo (sui social)

(NL) – Cosa intendi per “esplorare”?
(MVD) – Ricercare quello di cui l’ascoltatore ha bisogno. Oggi è molto facile con le piattaforme social media esplorare offrendo all’ascoltatore quello che cerca. La stessa selezione musicale ‘suggerita’ all’utente dalla radio è molto diversa, perché umana e non solo fatta da un algoritmo.
(NL) – Quanto fai radio per soldi o per esibirti davanti a un microfono o una camera? Sicuro che non sia uno strumento per diventare un influencer?
(MVD) – Al momento i soldi non sono importanti. Sono un volontario alla radio, lo faccio per crescere e migliorarmi, vado in onda 10 ore la settimana. Voglio imparare. E’ una grande opportunità e credo che sarà il lavoro della mia vita.

I social sono alleati della radio, non antagonisti

Riguardo all’apparire, diciamo che la magia della radio sta proprio nello stare seduto davanti a un microfono, parlare alla gente che (magari) non ti vede e dare loro la musica e gli elementi che ama.
Molta gente nel business della radio pensa che i social demoliranno la piattaforma radiofonica. Io invece penso che i Social Media siano un complemento della radio. Puoi dire qualcosa alla radio e restare in contatto con gli ascoltatori, per esempio condividendo un’immagine di quello di cui stavi parlando, nella tua storia.


(NL) – Sei proprietario/direttore di una radio. Quali sono le tue priorità?
(MVD) – Innanzitutto vorrei che le varie parti della radio fossero connesse. Per esempio la parte on-line con quella on-air. La priorità per me sarebbe il Programming, ma non in maniera rigida. Contenuti sì, ma vorrei assicurare che tutti siano a proprio agio, valutando in modo che i dipendenti si sentano apprezzati e stimolati, ecc. Ma non ho esperienza in questo. Penso sia meglio che me lo chiedi tra qualche anno☺.
“One of the benefits of radio in comparison to Spotify and other streaming services: you’ll always be musically surprised” (Maikel Van Duinen). (M.P.G. per NL)

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