Radio. Il paradiso digitale (terrestre) può attendere

E’ calato nuovamente il silenzio sulla radio digitale. Non che non fossimo abituati a questi stop & go.

E’ dalla seconda metà degli anni ’90 che la radio numerica sembra sempre sul punto di realizzarsi, salvo poi tornare nell’ibernazione. L’ultimo sobbalzo risale all’inizio dello scorso anno quando, ai sensi della delibera 664/09/Cons, i soggetti in possesso dei requisiti fissati dal regolamento così dettato furono chiamati a presentare, entro il 24/04/2010, la domanda per conseguire l’autorizzazione per la fornitura di programmi radiofonici in tecnica digitale. Il regolamento prevedeva che il MSE-Com rilasciasse i provvedimenti entro un mese dalla ricezione della domanda, opportunamente precisando che in difetto di riscontro l’istanza sarebbe stata da considerarsi accolta. Secondo il comma 14 dell’art. 3 dell’Allegato A alla delibera 664/09/Cons, il MSE-Com avrebbe dovuto altresì rendere pubblico l’elenco degli autorizzati entro i successivi 20 giorni. A dimostrare l’importanza che riveste la radio digitale nel nostro paese, ad oggi – cioè 7 mesi dopo la scadenza dei 20 giorni previsti per la pubblicazione dell’elenco – nessuno sa quali e quanti siano i soggetti autorizzati. Ma del resto, è chiaro che della radio numerica non interessa nulla a nessuno: non al pubblico, che lascia invecchiare sugli scaffali dei grandi centri di elettronica di consumo i pochi ricevitori DAB + in commercio; nemmeno agli editori, che di soldi da investire per la migrazione alla tecnica digitale delle proprie trasmissioni non ne hanno; figurarsi al MSE-Com, che ha già le sue belle gatte da pelare con il digitale terrestre tv. E allora, sogni d’oro digitale radio terrestre.
 
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