Radio. Indagine ascolto NCP Ricerche: non è (più) Radiouno la più seguita dagli italiani, ma RTL 102.5

All’assenza di Audiradio ormai ci sono abituati tutti: emittenti, investitori e addetti ai lavori. Dopo un anno di buco, però, in cui le spese pubblicitarie si sono basate su dati anacronistici, la settimana scorsa sono stati diffusi dei nuovi dati, provenienti dall’istituto di ricerca NCP Ricerche, controllato da Finelco (gruppo proprietario di RMC, 105 e Virgin Radio).

La ricerca è stata condotta, tramite il vecchio sistema Cati, accompagnato da un panel, su un campione rappresentativo di 6mila italiani, che hanno sconfessato l’atavico mito – indotto da Audiradio – per cui Radiouno domina gli ascolti radiofonici in Italia.  Secondo quest’indagine – che si riferisce al bimestre settembre e ottobre 2011 – sarebbe RTL 102.5, già leader secondo i dati Audiradio tra le emittenti private, la radio più seguita, con il 12,5% di ascolti. In equilibrio con le radio che seguono: RDS (12,3%), Deejay (11,5%), Radiouno (11,3%) – finalmente – e Radio 105 (11,3%). Poi c’è un buco di cinque punti percentuali prima del sesto posto di Radiodue (8,2%). E nessuna novità sostanziale, fino allo 0,7% di Radio Radicale, lontanissima dagli antichi fasti. La prossima indagine è attesa per la fine di gennaio 2012. Intanto, l’anarchia nella rilevazione degli ascolti radio determinatasi dal default di Audiradio ha scatenato la reazione della REA, un’associazione che rappresenta perlopiù piccole radio locali. In una nota dai consueti (e – ci si passi l’annotazione – a volte fastidiosi) toni aspri diffusa ieri, il sindacato ha rilevato che "Con l’avvicinarsi delle festività natalizie e del nuovo anno, poiché non sono disponibili indagini di ascolto legali, alcuni noti sciacalli del settore radiofonico, approfittando del ritardo delle determinazioni dell’Autorità in materia a seguito della chiusura di Audiradio, hanno scatenato una campagna di accaparramento della pubblicità nazionale e locale vantando dati di ascolto ex Audiradio, falsi o parziali commissionati a società non autorizzate ai sensi di legge". La REA ha quindi invitato "le emittenti radiofoniche locali oneste ed ossequiose della legge" (sic!) a "difendersi da simile sciacallaggio" programmando un messaggio di protesta del seguente tenore: "La legge n. 249 del 31 luglio 1997, affida all’Autorità per le garanzie nella comunicazioni il compito di curare e vigilare sul rilevamento degli indici di ascolto radiofonici. A seguito della chiusura della società Audiradio, l’Autorità è impegnata nella emanazione di nuove disposizioni in materia per dotare il mercato di indici di ascolto legali. Pertanto, eventuali dati di ascolto, comunque diffusi o vantati da reti radiofoniche nazionali e radio locali, non essendo conformi ai requisiti di legge, sono falsi o parziali perseguibili dall’articolo 476 del codice penale". (G.M. per NL)
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