Radio, Jovane (RCS): una delle offerte per Finelco è italiana. Ma la sensazione è di stallo

"Ci aspettiamo di operare con le cessioni nei tempi piu’ adatti, per le nostre radio sul tavolo ci sono piu’ di due offerte". L’a.d. di RCS Pietro Scott Jovane è tornato a parlare a margine dell’inaugurazione delle nuove Librerie Rizzoli di Milano del processo di alienazione di attività ritenute no core che permetterebbero al gruppo di introitare 100 milioni di euro circa.

Il corrispettivo deriverebbe dalla vendita della tv spagnola, delle quote (44,5%) detenute nel gruppo radiofonico milanese Finelco (titolare di Radio 105, RMC Italia e Virgin Radio Italy) e della cartellonistica. Ovviamente i riflettori sono puntati sulle quote (non di controllo) delle emittenti nazionali italiane, senza dubbio il più appetibile degli asset in vendita, ma anche il più difficile da piazzare (ancorché sottocosto, stando alle ipotesi avanzate da una SIM milanese, che aveva parlato di una cifra superiore ai 35 mln di euro, pari a circa 1/3 del valore di mercato, secondo analisti qualificati). A chi gli chiedeva se per le offerte per la partecipazione in Finelco fossero tutte straniere (si era parlato dell’inglese Global Radio e dei gruppi spagnoli Kiss Fm e Atresmedia), Jovane ha precisato che si tratta di proposte "miste" che comprendono quindi almeno un soggetto italiano (quindi o l’indiscrezione precedente non era corretta, o c’è stata una successione in un’offerta). L’insistenza con cui Jovane manifesta tranquillità, ribadendo la presenza di offerte, sembra in realtà celare un certo nervosismo per l’evidente empasse in cui è finita la vicenda Finelco. Posto infatti che il deus ex machina del gruppo radiofonico Alberto Hazan non pare avere intenzione di cedere il timone, né la sua famiglia le quote di maggioranza, non sembra agevole la collocazione delle partecipazioni di RCS, considerato che il compratore non avrebbe margini di manovra senza il placet del detentore della più parte del capitale. E, in un momento economico come l’attuale, è improbabile che un compratore si accontenti dell’ingresso nella compagine solo come socio di capitale, aspirando invece più plausibilmente ad un ruolo operativo. Ergo, senza accordo con Hazan, è altamente probabile che non se ne faccia nulla. Con buona pace della serenità ostentata da Jovane. (M.L. per NL)
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