Radio. Raccolta pubblicitaria 2008. Si prospettava un anno di soddisfazioni per tutto il comparto, invece la crisi scompagina le carte

Il risultato generale dovrebbe essere comunque positivo (+4%), ma non tutti possono sorridere


Italia Oggi ha pubblicato un’accurata analisi che ci spiega come si chiuderanno i bilanci delle concessionarie delle principali radio italiane. Doveva essere un anno da festeggiare con casse di champagne e invece gli ultimi due mesi hanno rimescolato le carte. La crisi si sta portando via, per il momento, alcuni grandi investitori di comparti importati, tra i quali quelli di auto e banche. Il dato di fondo, però, è che la radio si rivela il mezzo che, tra tutti, gode della migliore salute o che, comunque, soffre meno della crisi. Il 2008 chiuderà infatti con un aumento medio della raccolta pubblicitaria superiore al 4%. Ed il risultato sarebbe stato sicuramente migliore se non si fossero dovuti contare questi ultimi due tragici mesi. Niente a che vedere quindi con la crisi strutturale della carta stampata (molte testate storiche rischiano seriamente di essere letteralmente spazzate via) e dei media generalisti (cioè la cara e vecchia tv). Detto questo, però, non tutti possono sorridere allo stesso modo. Mentre ci sono gruppi che fanno registrare una forte crescita (RDS prima di tutte, con un dichiarato +17%), qualcun altro fa più fatica. Le emittenti del gruppo L’Espresso, secondo Italia Oggi, segneranno infatti un -5%, ma va pur detto che Elemedia operava su volumi di fatturato molto rilevanti e quindi difficili da conservare in momenti difficili come quello attuale. Un segnale negativo del 3% dovrebbe caratterizzare anche la numero uno delle private, RTL 102.5, ma pure in questo caso il riferimento è con un periodo di intensissima crescita, sicché il dato non pare preoccupare, tanto più che l’emittente è in buonissima salute ed ormai è più che solida su tutti i piani. Buon lavoro invece per la concessionaria di Radio Italia, che dovrebbe portarsi a casa un +12% e per Radio 24 (+4%). La crescita del 33% di Radio 101 non sembra invece un dato particolarmente indicativo, in quanto l’emittente è sul mercato pubblicitario da un tempo troppo breve per poter effettuare una comparazione che abbia un qualche senso con competitori ormai assestati. Il problema, però, sarà nei primi mesi del 2009, quando presumibilmente si riverberanno sul settore gli effetti più critici della crisi, che gli analisti ritengono si acuirà a marzo, per poi lasciare spazio ad una lievissima ripresa che comincerà a manifestarsi in maniera visibile dal secondo semestre.(Davide Agazzi per NL)

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