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Radio e Tv, Lazio: scoppia (anche) il caso Monte Compatri, tra elettrosmog e richieste di rimozione delle antenne

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La Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio in una comunicazione dei giorni scorsi ha contestato a quattro operatori nazionali (tre editrici di radio ed un network provider DTT) oltre a tre emittenti locali il superamento dei limiti ex L. 36/2001 in tema di immissione di campo elettromagnetico, avviando il relativo procedimento amministrativo per la riduzione a conformità.

La situazione della’importante postazione è peraltro incandescente anche su altri piani, come dimostra il seguente comunicato del PD Monte Compatri (all’opposizione): “Con Delibera di Giunta Comunale n°62 del 05/05/2016 l’Amministrazione Comunale precisava che non era più intenzionata a concedere ulteriormente in affitto il terreno di proprietà comunale dove sono installati i tralicci radiotelevisivi. Sta di fatto che, nel diritto di disdetta esercitato dal Comune di Monte Compatri (Prot. n°11797), si riporti una frase che lasci presagire il contrario. Nella stessa nota, infatti, si legge che c’è la disponibilità da parte dell’Ente “a ridiscutere la possibilità di intese su nuove basi che possano salvaguardare i reciproci interessi delle parti”.antenna monte compatri - Radio e Tv, Lazio: scoppia (anche) il caso Monte Compatri, tra elettrosmog e richieste di rimozione delle antenneForse, chissà, i “reciproci interessi” sono il pegno che i proprietari dei tralicci devono pagare al Comune per avere in concessione quelle aree?
Proprio per questo, con nota prot. n. 2344 del 01/02/2017 (inviata anche alla Corte dei Conti), abbiamo richiesto al Responsabile del Patrimonio del Comune di Monte Compatri, quali passi amministrativi siano stati messi in atto affinché vengano riconsegnate le aree nella piena disponibilità dell’Ente.
Ancor più importante è conoscere se, in relazione al canone versato negli anni dalle società, si stiano predisponendo tutti gli atti necessari al recupero delle somme non versate, rispettivamente a quanto previsto dall’art. 4 e 5 del contratto di concessione.

Il Pd di Monte Compatri non si lascerà intimidire né condizionare. Siamo convinti che quelle aree debbano essere bonificate e restituite ai cittadini. Ai leoni da tastiera “grillo cantanti” ricordiamo che quando dieci anni fa abbiamo iniziato a raccontare ad ogni Ente possibile, Procure comprese, le tante “stranezze” e le tante “contraddizioni” di questa Amministrazione, loro, nel silenzio più totale, ancora dovevano capire da quale parte stare”. (E.G. per NL)