Relazione sulle pronunce della Corte europea dei diritti dell’ uomo

Il documento analizza ed illustra le attività svolte dallo Stato italiano per favorire un sistema nazionale di garanzie a tutela dei diritti dell’uomo e rispettoso dei principi della Convenzione europea


Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha trasmesso al Parlamento la Relazione sullo stato di esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano relativamente all’anno 2007, redatta a cura del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi – Ufficio del contenzioso, ai sensi del D.P.C.M. 1° febbraio 2007. La Relazione, che analizza ed illustra le attività svolte dallo Stato italiano per favorire un sistema nazionale di garanzie a tutela dei diritti dell’uomo e rispettoso dei principi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, pone un accento particolare sull’impatto e sugli effetti determinati, nel nostro ordinamento giuridico, dalle sentenze n. 348 e n. 349 del 24 ottobre 2007 della Corte Costituzionale, sul tema della compatibilità della giurisprudenza della Corte di Strasburgo con le disposizioni della nostra Costituzione e con il sistema giudiziario e politico del nostro Paese. Queste due “fondamentali sentenze”, come osserva Gianni Letta nella sua Prefazione, “chiariscono definitivamente che le decisioni della Corte di Strasburgo sono, ormai, un elemento presente a pieno titolo nel sistema giudiziario e politico del nostro Paese, del quale occorre tenere il massimo rispetto”.

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