Sabelli Fioretti dal 2008 su “La Stampa”

Dopo l’addio al “Corriere”, un 2007 che da anno sabbatico s’è tramutato in un tour de force, il giornalista-intervistatore torna sulla carta stampata: pubblicherà 2 interviste al mese


Claudio Sabelli Fioretti (foto) sarebbe stato, probabilmente, un ottimo Capo dello Stato. Nel 2006, durante le votazioni per la nomina del Presidente della Repubblica, il giornalista ricevette due voti nel terzo scrutinio ed uno nel quarto. Poi fu eletto Giorgio Napolitano e lui, rientrato nel piano di taglio degli stipendi onerosi in barba al “Corriere della Sera”, decise di ritirarsi a vita privata, di prendersi un anno sabbatico. Una scelta che, a 62 anni, pareva più che giustificata. Il 2007, che doveva essere l’anno del riposo, s’è invece trasformato in un tour de force, in senso letterale e lavorativo. Letterale perché, assieme all’amico Giorgio Lauro, hanno intrapreso un viaggio attraverso la penisola, a piedi. Ed hanno scritto anche un libro, “A piedi”, appunto, su questa esperienza. Dal punto di vista lavorativo, invece, a parte il blog personale (www.sabellifioretti.it), ha collaborato con la trasmissione radiofonica “Caterpiller”, su Radiodue, e ha pubblicato due libri-interviste con Franco Grillini, deputato di Sinistra democratica ed ex presidente dell’Arcigay, e Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, nonché senatore a vita. Sono in uscita, tra l’altro, altre tre pubblicazioni, dedicate a Marco travaglio, Dolce & Gabbana e Sandro Bondi. Alla faccia dell’anno sabbatico.
La carta stampata, però, per un mostro sacro come lui, rappresenta un impegno imprescindibile. Dopo aver collaborato, nell’arco della sua carriera, con “Corriere Magazine”, “Sette”, “Repubblica”, “L’Europeo”, “Il Secolo XIX”, ed altri ancora, a partire dal 2008 lo rivedremo, questa volta su “La Stampa”. Il quotidiano di Giulio Anselmi, infatti, ha accettato il paletto posto dal giornalista: non più di due interviste mensili, perché, dice, “all’intervista lavoro 40-45 ore alla settimana, un’angoscia” per uno che non è più un ragazzino. E che ha mille altri impegni aggiuntivi. Anselmi, quindi, ha accettato la formula che Mieli aveva rifiutato e, dal prossimo mese, l’intervistatore più celebre d’Italia tornerà nel suo habitat naturale: i giornali. Molti aspiranti giornalisti, ma anche molti professionisti affermati, avranno la fortuna di leggerlo ed imparare da lui quest’arte, o anche solo perfezionarla. L’intervista, sostiene Sabelli Fioretti, si basa su “domande dure, informate, coerenti. Ma non [è] una battaglia. […] L’intervistatore ha un potere enorme, può cambiare, spostare l’ordine delle domande. Per questo io faccio sempre rileggere tutto. Per limare, per modificare. Mai per bloccare la pubblicazione”. Sarà per questo che dopo 38 anni di carriera, ed oltre 350 interviste all’attivo, davanti alla sua porta c’è ancora la fila di personaggi, celebri e meno celebri, smaniosi di farsi mettere a nudo da questo gentleman dell’informazione. (Giuseppe Colucci per NL)

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