Storia della Radiotelevisione italiana: 1945, verso la libertà

Attenzione Radio Libertà, libera voce dei volontari della libertà. Si trasmette tutte le sere alle ore 21 sulla lunghezza d’onda di metri 21. Non abbiano dubbi coloro che ci ascoltano, siamo partigiani, veri partigiani. Lo dice la nostra bandiera: “Italia e libertà”.

Lo dice il nostro grido di battaglia: “Fuori i tedeschi, fuori i traditori fascisti”. Ecco chi siamo: null’altro che veri italiani. Le nostre parole giungeranno, valicando pianure e montagne, a tutti i compagni patrioti della Liguria, della Toscana, del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia, del Veneto, a tutti coloro che combattono per la nostra stessa causa. Viva l’Italia! Viva la libertà!”. La piemontese Radio Libertà è l’unica emittente radiofonica partigiana rivolta al puPartigiani20liberazione201945 1 - Storia della Radiotelevisione italiana: 1945, verso la libertàbblico e non destinata a uso strettamente militare. Le prime dieci note della canzone "Fischia il vento", suonate da una chitarra scordata, aprono ogni sera alle 21 le trasmissioni, irradiate da un apparecchio radiotrasmittente proveniente dall’aeroporto di Cameri (Novara). Dal dicembre del 1944 al maggio del 1945, prima per mezz’ora, poi per un’ora al giorno, l’emittente, collocata a Biella in una stanza al secondo piano di un edificio di proprietà della famiglia Trebbia, una camera angusta, tappezzata di coperte militari per l’insonorizzazione ed anche per nascondere la voce al di fuori di Alfio Re, Grifo, Gamma, Passaglia e Berruto che cercano di convincere i giovani arruolati dalla Repubblica di Salò a disertare. Lo scopo è quello di cercare di smontare il più possibile il morale delle formazioni fasciste. Commenti, bollettini di guerra partigiani, notizie, lettere di partigiani o familiari, saluti, brani musicali e anche poesie. La radio trasmette fino a pochi giorni prima della Liberazione, quando viene messa a tacere dai fascisti nel corso dell’ultima offensiva, quella del 19 aprile 1945. Sei giorni dopo, dalla sede EIAR di Milano, nuovamente libera, Sandro Pertini annuncia la sconfitta del nazifascismo. Il 6 maggio 1945 nelle strade della città lombarda, sfilano i partigiani vincitori. La radio trasmette la voce familiare di un radiocronista che ha legato il suo nome a momenti sereni e spensierati e gli italiani capiscono che il periodo più buio e infamante della loro storia è finito. Quella voce è di Nicolò Carosio.  Dopo la guerra c’è voglia di vivere: la gente si ritrova nei locali, le orchestrine impazzano, ci si diverte. Nel 1945 l’appassionato di radio Albano Moretti, assieme al figlio Franco, installa Radio Ferrara (già in precedenza trattata dalla nostra rassegnRadio20Ferrara 1 - Storia della Radiotelevisione italiana: 1945, verso la libertàa storica) che dal 2 al 4 ottobre irradia anche per Bologna, Modena e Mantova un processo dell’epoca. Alle 14 del 24 marzo 1946 sono annunciate via stampa altre trasmissioni sperimentali, il primo palinsesto passato alla storia: interviste, notizie, un programma sul cinema condotto da Adolfo Baruffi, musica e canzoni a richiesta. La radio viene chiusa immediatamente. Anche le nazioni confinanti all’Italia non rimangono “immuni” alla radiomania ed improntano stazioni trasmittenti in lingua italiana. Prima di tutte la Jugoslavia, con Radio Fiume (Radio Rijeka), che sorge il 16 settembre 1945. Al microfono sono le annunciatrici Barbarina Ožegovic (foto) in lingua croata e Ida Modica Milkovic in italiano. La sede è in un’abitazione in via Štanger 9 a Volosca. Per un breve periodo si trasferisce a Cosala. In seguito i programmi sono trasmessi anche dal Palazzo del Governo. Nel 1951 l’emittente radiofonica, che fa parte della Radiotelevisione croata, prende sede in Corso. All’inizio vengono trasmesse commedie teatrali e prime riviste radiofoniche. La programmazione giornaliera in italiano è quasi ininterrotta ma, in seguito alle ben note vicende politiche, vive momenti di estremo disagio, subisce per un lungo tempo una forte limitazione e viene ridotta notevolmente negli spazi della programmazione. Il periodo buio per le trasmissioni in lingua italiana è quello a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 quando va in onda soltanto il notiziario redatto da collaboratori esterni. I primi segnali di ripresa si verificano agli inizi degli anni Sessanta. radio%20fiume%20barbarina - Storia della Radiotelevisione italiana: 1945, verso la libertàNel 1974 viene ricostruita la redazione italiana come un’emittente indipendente, prima con due e in seguito con quattro giornalisti (quanti ne conta anche oggi): Agnese Superina, Andrea Marsanich, Virna Baraba, Iva Pavletic. Lo scopo è quello di realizzare un’ emittente bilingue con l’intenzione di rispondere alle esigenze informative di una comunita’ minoritaria, di salvaguardare l’identita’ linguistica e culturale della minoranza italiana, di promuovere e diffondere la cultura italiana e di affermare la convivenza tra i croati e gli italiani della regione jugoslava. La stazione diffonde ogni giorno tre notiziari (ore 10, 12, 14) e un giornale radio (ore 16) in lingua italiana ricevibili in onde medie su 594, 774, 783, 1125, 1134, 1197 KHz. Viene ricevuta anche in Valle d’Aosta, Trentino, Veneto e lungo la penisola italiana fino in Toscana. Tra i progetti futuri, l’obiettivo principale è di ampliare lo spazio in lingua italiana finanziato dall’Unione Italiana che consente la realizzazione di rubriche specializzate e approfondimenti. I programmi (tra italiano e croato) vengono irradiati da quattro trasmettitori, quotidianamente dalle 6 alle 24. Ottimi i risultati finanziari. A fine 2005 il settore marketing ha realizzato un giro d’affari di oltre otto milioni di kune (circa un milione di euro) superando di gran lunga gli altri sette centri esistenti nell’ambito della Radio-televisione croata. La preparazione di tre notiziari e un giornaleradio è l’impegno giornaliero della redazione italiana guidata dal caporedattore Franco Rocchi. Ne fanno parte Agnese Superina, Virna Baraba e Andrea Marsanich. Ha una quarantina di dipendenti e dieci collaboratori esterni e corrispondenti a Abbazia, Crikvenica, Arbe, Veglia e Delnice. Oggi centro regionale della radio pubblica croata HRT. Si sente anche in internet su www.radio-rijeka.com; via satellite in Europa, Nord Africa, Medio oriente su Hot Bird 6, 13° Est; in Nord America su Telstar 5, 97° est; in America Centrale e Meridionale sul satellite NSS 806, 40,5° ovest; in Australia e Nuova Zelanda su OPTUS B 3, 152° est (Ruggero Righini per NL)
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