Storia della radiotelevisione italiana. Preistoria radiofonica di confine: la bella storia (a lieto fine) di Radio 24

Qualche anno fa, il blog Fuori Onda di Sacha Dalcol ha riportato alla mente di molti pirati italiani la storia di Radio 24 (omonima dell’attuale rete all news) che da Pizzo Groppera irradiava la Svizzera con 50 Kw di potenza ed una quarantina di pannelli Kathrein.

In realtà, all’avventura di Radio 24 abbiamo già dedicato una lunga ed approfondita puntata di questa rubrica oltre un anno e mezzo fa; nondimeno, torniamo volentieri sull’argomento data la rilevanza storica e giuridica della vicenda (che ha costituito un importantissimo precedente giurisprudenziale sia per l’ordinamento italiano che per quello elvetico). "Ho recuperato un testo legato alla storia della radiofonia privata in Svizzera – scriveva nel 2007 Sacha Dalcol peraltro attingendo da alcuni nostri contributi per il portale Radio Jurassico –  Mi ero documentato sul caso per un lavoro scolastico. L’operazione, come ben ricordo, è stata lunga, difficoltosa ma appassionante. Ed è proprio da questo racconto che emerge la storia di Roger Shawinski, l’ex radiopirata che ora ha deciso di tornare alla ribalta rilevanto Radio Tropic. Abbiamo scoperto che il primo trasmettitore "pirata", in Svizzera, era stato individuato e smantellato nel 1975 dalle autorità, su un albero da frutta del comune di Uetliberg, nel Canton Zurigo. In Svizzera, così come in Germania, l’ascesa delle emittenti private fu molto lenta. Già nel 1969 l’ente pubblico, per contrastare i segnali provenienti dall’estero, e quindi scongiurare la possibilità di un’invasione delle radio pirata dalle nazioni confinanti, decise di aumentare la potenza dei propri ripetitori. Nel mese di maggio del 1974, la casa editrice Jean Frey AG progettò di creare una radio privata, con sede nel principato del Lichtenstein. Sia le autorità del Lichtenstein, sia quelle elvetiche, bocciarono il progetto. radio%2024%20trasmettitore%20Pizzo%20groppera - Storia della radiotelevisione italiana. Preistoria radiofonica di confine: la bella storia (a lieto fine) di Radio 24A Zurigo, nel 1975, le PPTT e la polizia giudiziaria smantellarono, per la prima volta, il trasmettitore di un’emittente pirata (denominata Radio International) posizionato su un albero da frutta nel comune di Üetliberg. Il giorno seguente, il corrispondente zurighese della Luzerner Neusten Nachrichten, scrisse che i pirati dell’etere sarebbero tornati molto presto e con un sistema ancora più ingegnoso. Il 26 febbraio del 1977 fu la volta di Radio Atlantis, creata da un certo Peter Käppeli. In meno di 24 ore, le autorità svizzere individuarono la postazione di emissione e disattivarono il segnale. Käppeli non si arrese e nel mese di settembre dello stesso anno attivò, sporadicamente e da postazioni diverse, i 101 MHz che garantirono la copertura della regione di Zurigo. Il 15 luglio del 1977, sull’onda delle iniziative delle radio pirata nel resto d’Europa, un gruppo denominato “Radio-Aktiv Freies Gösgen” creò un’emittente radiofonica come strumento di protesta contro la Centrale Nucleare di Gösgen. Per contrastare queste iniziative illegali le PPTT e la polizia giudiziaria, che avevano il compito di controllare le emissioni radiotelevisive, si dotarono di due elicotteri per sorvolare il paese e individuare i “trasmettitori” pirata che, lentamente, si erano diffusi un po’ ovunque. Il 2 giugno del 1978, ancora Peter Käppeli, ideatore della scomparsa Radio Atlantis, decise di emigrare in Italia per avviare delle sperimentazioni al Pizzo Groppera. L’idea era quella di diffondere il segnale della propria emittente, su Zurigo, direttamente dal territorio italiano, dove il monopolio della RAI era caduto. Dopo alcuni esperimenti, decise di abbandonare il progetto poiché troppo costoso. Nello stesso periodo, un lungimirante caporedattore del quotidiano Die Tat (edito dalla Migros), Roger Shawinski, prese una storica decisione: abbandonare la carta stampata per lanciarsi in una sensazionale avventura radiofonica. Sulla base delle esperienze acquisite da Peter Käppeli negli anni passati, Shawinski si trasferì a Cernobbio, sul Lago di Como. In poco tempo accese, sempre dal Pizzo Groppera, un potentissimo trasmettitore rivolto verso la Svizzera. Alle 17 del 17 novembre 1979, dagli studi allestiti in un appartamento di Cernobbio, iniziarono le trasmissioni, in lingua tedesca, di Radio 24. Dotata di apparecchiature altamente professionali, l’emittente irradiava i propri programmi (musica e notizie) principalmente sul territorio di Zurigo, con un sistema radiante ed una potenza che, per i tempi, erano inusuali. L’iniziativa di Shawinski ebbe un’eco incredibile in Svizzera. Pizzo Groppera antenna Radio 24 Zurigo - Storia della radiotelevisione italiana. Preistoria radiofonica di confine: la bella storia (a lieto fine) di Radio 24Da un lato il governo federale considerava illegale e inaccettabile Radio 24 e quindi si era rivolto alle autorità italiane sventolando i regolamenti internazionali delle radiocomunicazioni, chiedendone l’immediata chiusura. Dall’altro, la nuova emittente era riuscita a raccogliere incredibili consensi soprattutto tra i giovani svizzeri. A Berna, il 29 dicembre del 1979, venne organizzata, da parte dei numerosissimi sostenitori di Radio 24, la prima imponente marcia di protesta contro la volontà del governo svizzero di chiudere Radio 24. Successivamente, nel mese di gennaio del 1980, sia a Zurigo sia a Berna, vennero organizzate altre manifestazioni a sostegno di Radio 24, ormai condannata alla chiusura a seguito delle pressioni del governo elvetico su quello italiano. “(…) Il 1° febbraio 1980 – si legge sul sito Radio Jurassico – Radio 24 subì il sequestro delle apparecchiature trasmittenti per presunta violazione dei regolamenti internazionali delle radiocomunicazioni (UIT Ginevra 1959). La Pretura di Chiavenna, su istanza dell’amministratore Wilder Catellani in data 19 marzo dello stesso anno, revocò il sequestro e ordinò la restituzione degli apparati (…), avendo deciso che gli accordi internazionali stabiliscono solo "indicazioni di massima" nel caso di emissioni in modulazione di frequenza. Il vicepretore Cesare Dell’Erba, precisò che gli organi ministeriali italiani non hanno alcun dovere di intervento, se non in caso di procurata interferenza a legittime emissioni straniere. L’emittente potè, conseguentemente, riprendere le proprie trasmissioni dal territorio italiano (…)". A seguito della pressione della piazza, le autorità federali furono obbligate a riflettere sul problema e valutare l’ipotesi di tollerare delle radio private in Svizzera. Finalmente, contro la volontà della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) e di alcuni editori di giornali, il Consiglio Federale decise di proporre al parlamento, nel 1981, un’ordinanza sulle emissioni sperimentali radiofoniche. Dopo una lunga e passionale procedura, le prime stazioni radiofoniche locali svizzere furono autorizzate il 1. novembre 1983 – ancora a titolo sperimentale – ad attivare i loro trasmettitori. In contropartita la SSR ricevette la concessione per realizzare, per ogni regione linguistica, un terzo programma (in Ticino, nel 1988, parte Rete Tre). Nello stesso mese, seppur le trasmissioni fossero cominciate nel 1979 dal territorio italiano e tollerate in seguito ad un’ordinanza emessa nel 1981, Radio 24 diventò un’emittente svizzera a tutti gli effetti. Gli studi vennero trasferiti da Cernobbio a Zurigo (nel quartiere Stadkreis 5 fino al 1993, anno in cui si trasferì nel Medienhaus sulla Limmatstrasse). Grazie a questa nuova legge, in tutto il paese, partirono altri progetti radiofonici: nel dicembre del 1983, a Ginevra, nacque RGI; nel 1984, in Ticino, su otto domande inviate a Berna, solo due emittenti ricevettero una concessione: Radio 90.6 – La voce del bellinzonese (per Bellinzona) e Radio Svizzera del Verbano (per Locarno). Radio 90.6, in mano a un certo Franco Crespi, cominciò le trasmissioni nel settembre del 1985, Radio Svizzera del Verbano non fece in tempo a vedere la luce: l’editore Raimondo Rezzonico decise di tirare i remi in barca poco dopo aver ricevuto l’autorizzazione da Berna a causa delle restrizioni legislative e della concorrenza, ritenuta sleale, da parte delle emittenti di confine. Radio%2024%20Pizzo%20Groppera%20pubblicit%C3%A0%20TEM - Storia della radiotelevisione italiana. Preistoria radiofonica di confine: la bella storia (a lieto fine) di Radio 24Dopo la rinuncia a diffondere da parte di Radio Svizzera del Verbano, che avrebbe trasmesso solo su Locarno, l’autorità federale decise di concedere a Radio 90.6 il diritto di coprire le due città sopracenerine. Sempre per quel che riguarda il Ticino, nel 1987 iniziarono i programmi di Radio 3iii, autorizzata a trasmettere rispettivamente nel Luganese e nel Mendrisiotto. Radio 90.6 chiuse i battenti sul finire degli anni ’90. Al suo posto nacque, nel 1998, Radio Fiume Ticino.

Il ritorno

È il pioniere delle radio e televisioni private in Svizzera. Roger Schawinski è un nome sicuramente noto a chi opera nel settore radiotelevisivo italo svizzero. Fu lui, a cavallo degli anni ’80, ad aprire a Cernobbio (in provincia di Como) Radio 24. Si trattava di un’emittente privata che trasmetteva in lingua tedesca e che si rivolgeva a gran parte degli abitanti di Zurigo. Il segnale partiva da un’enorme antenna installata sul Piazzo Groppera, sopra il lago di Como. Radio 24 è diventata emittente elvetica a tutti gli effetti solo nel 1983, dopo una lunga e intensa battaglia legale che, ufficialmente, diede il via libera alle radio private in Svizzera. Ora Shawinski, dopo aver abbandonato il settore nel novembre 2006, torna alla carica e lo fa proprio con un’altra emittente privata svizzera: l’ex «radiopirata» ha annunciato oggi l’acquisto della piccola emittente zurighese Radio Tropic, che intende trasformare in un canale specializzato per la fascia d’età fra i 30 e i 60 anni. Nel 1994 Schawinski si lancia nel mondo televisivo, con il canale regionale TeleZüri, seguito nel 1998 da Tele 24, che copre tutta la Svizzera tedesca. Nel 2001 vende tutte le emittenti al gruppo Tamedia. Nel dicembre 2003 assume la direzione della tv privata tedesca Sat.1, carica che ha lasciato nel novembre del 2006. Schawinski è pure autore di libri: l’ultimo, intitolato Die TV- Falle (La trappola tv) e dedicato alle sue esperienze sul mercato televisivo tedesco, sta riscuotendo un notevole successo sia in Svizzera che in Germania.

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