Towering, cessioni infrastrutture RAI Way. Sindacati: la RAI può essere governata e diretta con queste drammatiche contraddizioni?

Slc Cgil – Uilcom Uil – Ugl Telecomunicazioni – Snater – Libersind-ConfSal ci hanno inviato una nota in cui contestano il piano RAI 2010-2012 che lascerebbe intendere la volontà  di realizzare la cessione degli impianti trasmittenti, cioè l’asset strategico di RAI Way.

"Leggendo con attenzione il Contratto di Servizio 2010/2012 tra Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai – Radio Televisione italiana s.p.a. si trova: all’articolo 6, dal titolo: Realizzazione delle reti di radiodiffusione televisiva in tecnica digitale. Comma 1: “La Rai si impegna ad attuare il processo di conversione delle reti alla tecnologia digitale[…].” Comma 3, lettera a) “Realizzare una rete nazionale per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale[…].” A rafforzare il concetto, sempre nel comma 3, si parla anche di ulteriori reti, di accordi con regioni, province autonome per l’estensione della diffusione, estensione della rete addirittura anche all’estero, realizzazione e modifica degli impianti. Per concludere il comma 4., art 7 afferma “La Rai può utilizzare gli impianti, […]anche in comune con altri operatori. […] purché ciò non risulti di pregiudizio al miglior svolgimento del servizio pubblico concesso e concorra alla equilibrata gestione aziendale.” Contemporaneamente, il Direttore Generale, estensore e firmatario per Rai del testo sopra citato col Ministero, ha anche elaborato per lo stesso periodo, 2010/2012, un Piano Industriale che vorrebbe realizzare la cessione degli impianti trasmittenti. La conseguente lettera formale, inviata nel mese di novembre 2010, ai Ministeri competenti per la richiesta di vendita degli impianti conferma la volontà di dare applicazione ai contenuti del piano. Vorremmo ricordare a tutti che la firma del Contratto di Servizio determina un impegno per svolgere la funzione di Pubblico Servizio, diciamo questo rimarcando che mentre si parla di investimenti in tecnologie, di costi per raggiungere i territori e la popolazione di tutta Italia a carico della Rai, per la conversione al digitale, contemporaneamente si reputa la stessa struttura trasmittente, indispensabile per raggiungere un tale obiettivo, come NO CORE nel Piano Industriale. Sappiamo essere questa una domanda retorica, ma vorremmo capire: la Rai può essere governata e diretta con queste drammatiche contraddizioni?! Slc Cgil – Uilcom Uil – Ugl Telecomunicazioni – Snater – Libersind-ConfSal – Roma, 14 aprile 2011".
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