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Tv locali, Emilia Romagna: fallita anche Telestudiomodena

E’ stata depositata ieri presso il Tribunale di Modena la sentenza di fallimento di Telestudiomodena.
E’ (per ora) l’epilogo di una avventura che aveva preso avvio addirittura nel 1974 quando Angelo Saltarin (veneto, classe 1932) aveva dato vita a due canali televisivi: Studio ’74 e Qui Tele Modena, prime in città. La prima ebbe un indubbio ruolo nella diffusione dei programmi della televisione della Svizzera Italiana e rimase attiva fino al 1999;  Qui Tele Modena è invece l’antesignana della attuale Telestudiomodena.
Le emittenti del gruppo Saltarin sono legate alla storia della città di Modena: l’archivio di Qui Tele Modena e di Telestudiomodena conserva le immagini degli ultimi trent’anni della vita dell’industriosa provincia emiliana.
Con l’avvento del digitale aveva preso vita un gruppo editoriale cui fanno riferimento i marchi palinsesti Telestudiomodena e Teleargento, oltre a prodotti minori.
Ora la procedura è stata affidata al curatore dottor Lorenzo Sacchi di Vignola che tenterà un esercizio provvisorio che si presenta comunque complesso.
Secondo la Gazzetta di Modena, il tracollo finanziario di Telestudiomodena è stato “tanto rapido quanto poco visibile. In un certo senso, la tv si è spenta senza clamore dal 2012, anno in cui i bilanci hanno iniziato a prendere una piega sempre più pericolosa dopo un lungo periodo di anni d’oro di cartomanti e esperti di lotto a tutte le ore. A determinare il crollo, secondo chi ci lavorava e chi frequentava gli studi, sono stati alcuni fattori di crisi. Il principale è stato sicuramente il passaggio al digitale terrestre, che ha comportato un investimento immediato molto elevato per l’adeguamento delle attrezzature e della tecnologia”.
Ovviamente, come per molte altre emittenti, il passaggio al DTT ha comportato l’arretramento delle posizioni sul telecomando, nel caso di specie finendo sul canale 85 (Tele Argento sul 194). Una circostanza che “ha significato l’emarginazione: difficilmente uno spettatore fa zapping tanto avanti e quindi il bacino di audience si è drasticamente ridotto”, spiega il quotidiano locale, che aggiunge anche un secondo motivo del declino improvviso della tv.
Quello dei programmi: “Tante ore di letture di tarocchi e suggerimenti di terne e quaterne potevano andare bene quando è esplosa la moda televisiva dell’occulto via etere, una quindicina di anni fa, ma ora la modangelo saltarin telestudiomodena 300x199 - Tv locali, Emilia Romagna: fallita anche Telestudiomodenaa è passata e le chiamate a pagamento – fonte di ingenti introiti – erano calate e con queste anche i bilanci. Infine, il satellite: fin dagli anni Novanta questo tipo di segnale era il vanto del cavalier Angelo Saltarin (a destra, nella foto, ndr), poi era diventato un costo eccessivo rispetto ai vantaggi e ai guadagni che procurava. Infatti, è stata proprio Telespazio ad avviare la procedura”.
E con essa, spiega sempre la Gazzetta, è terminata “una lunga stagione che di fatto era legata al sogno visionario perseguito con tenacia del cavalier Angelo Saltarin, scomparso il 23 dicembre scorso a 82 anni. Lui è stato l’artefice e il padre padrone di questa piccola tv che, pur non crescendo mai neppure di ambizioni, per un ventennio è sempre stata finanziariamente solida con la sua cassaforte di ripetitori in cima alle colline di Serramazzoni. Fatto di una stoffa imprenditoriale simile a quella di Pippo Nicolini di Telemodena, Saltarin era stato un entusiasta sostenitore delle emittenti “libere”, il grande sogno degli anni Settanta.
Nel 1989 Saltarin tentò la sua avventura di emittente con Telestudiomodena. Prima le trasmissioni canoniche via etere con ripetitori – da qui nascerà la sua idea redditizia di investire in ripetitori – e poi col satellite che trasmetterà anche come Studio Europa.
In quegli anni si creò un buffo cortocircuito local-global intorno a Telestudiomodena: si poteva seguire la tv in ogni casa della nostra provincia con una normale parabola satellitare oppure capitava che, facendo zapping da un hotel di New Dehli, si incappasse nelle discussioni di calcio modenese o si seguisse la lettura di tarocchi della cartomante del momento. Telestudiomodena diventò così il simbolo di una mini tv che si vedeva dappertutto ma i cui programmi erano fin troppo locali.telestudiomodena sede 300x200 - Tv locali, Emilia Romagna: fallita anche Telestudiomodena
Saltarin ingrandì sempre più lo staff, man mano che le entrate aumentavano. Ora gli affari andavano bene, nonostante le dimensioni ridotte della casa di trasmissioni. Sul digitale occupava sei canali: TeleStudio Modena canale 85, Tele Argento canale 194, Studio 74 canale 607, Menssana canale 671, Orizzonti canale 672, Aurea Tv canale 673.
Tuttavia, unico nel suo genere, l’editore ha sempre mantenuto un totale disinteresse ad attaccarsi a un carrozzone politico locale o nazionale, una scelta in controtendenza che con gli anni lo ha tagliato fuori dagli “aiuti”: è noto che le tivù locali producono poco profitto. A parte qualche trasmissione sugli avvenimenti in Regione e i tigì, Saltarin non ha mai dato spazio alla politica. Anzi, forte di questo suo carattere commerciale puro, Telestudiomodena è sempre stata una tivù estranea alla politica. I programmi non orientavano gli spettatori. Faceva eccezione “Sfogliando la cronaca”, un programma di sfoghi bonari e riflessioni privo di specifici indirizzi politici. E così sono stati i suoi direttori dei telegiornali: Andrea Rughetti e Claudio Goldoni. Il tracollo rapido dal 2012 è coinciso con l’età avanzata del cavalier Saltarin.
Dei tre figli del fondatore, è stato Marco a prendere le redini dell’azienda, diventandone presidente. I suoi sforzi sono però stati vani. Da ieri resteranno disoccupati i dipendenti superstiti della crisi: i giornalisti Chiara Russo, Claudio Goldoni e Tito Taddei e i tecnici
“. (G.M. per NL)