Tv locali. Liguria: dopo Imperia Tv chiude anche Antenna Blu. Spenti anche i mux. Arriva però Canale 16 degli Sciscione. Intanto a Roma Rete Oro spegne il mux e viene diffusa grazie alla Rai

Antenna Blu

La Liguria perde un’altra sua voce televisiva con la chiusura della genovese Antenna Blu, che va ad aggiungersi a quella immediatamente precedente di Imperia Tv, di cui abbiamo già dato notizia. In realtà le due chiusure sono per alcuni aspetti collegate fra loro, non fosse altro per il fatto che le due emittenti condividevano in Liguria (in zone diverse, ovviamente) la numerazione Lcn 16.

Un altro elemento comune è che sia Imperia Tv che Antenna Blu non solo hanno chiuso i battenti ma hanno anche dismesso volontariamente, come era possibile fare entro maggio, i rispettivi mux digitali. E non sono gli unici in Italia ad averlo fatto, nonostante il problema dell’entità dei conseguenti indennizzi da parte governativa sia tuttora apertissimo.

Genova perde una delle sue voci

Andando con ordine, va specificato che Antenna Blu ha chiuso i battenti nei giorni scorsi e questa decisione è stata presa anche e soprattutto per via della recente scomparsa dell’editore dell’emittente Paolo Cavanna. La notizia della rinuncia a proseguire l’attività (che, come abbiamo scritto qualche tempo fa, era stata rinnovata a e ampliata, dopo vari anni in cui Antenna Blu era stata più che altro la voce del Ponente genovese) è stata data dal noto giornalista genovese Beppe Nuti, che dirigeva Antenna Blu, con uno specifico comunicato: “Antenna Blu Tv Genova, storica emittente genovese, dal 31 maggio 2020 non esiste più. Dopo la scomparsa dell’editore, Paolo Cavanna (che l’aveva creata), avvenuta nel dicembre scorso, la moglie Cristina ha comunicato al sottoscritto ed alla Redazione di aver inoltrato al MISE la richiesta per lo spegnimento anticipato delle frequenze televisive”.

Una Tv storica ammaina bandiera

Per Cristina Cavanna “non era più sostenibile né economicamente né fisicamente la continuazione di Antenna Blu dopo la scomparsa del marito”. Anche Nuti ha dovuto naturalmente cessare l’attività in Tv, anche se ha commentato con dolore l’accaduto: “Mi resta dentro l’amarezza, pensando a tutti quelli che hanno collaborato con professionalità e dedizione, per la fine di una storia che lascia in tutti noi un forte amaro in bocca”.
Antenna Blu aveva iniziato a trasmettere come Radio negli anni ’80 e si era trasformata in Tv successivamente. In ogni caso era una presenza ‘diversa’ in una città che ora ha solo i due ‘poli’ televisivi di Primocanale e Telenord, ma con la rediviva Telegenova intenta a cercare di ritrovare il suo spazio.

La questione dei mux

Ma a questa progressiva diminuzione delle Tv locali genovesi e liguri si accompagna appunto la chiusura dei mux di Antenna  Blu e anche di Imperia Tv, che operavano sulla frequenza 34 UHF in zone diverse della regione, condividendo, come detto, la numerazione 16. Non basta: la stessa scelta di dismissione volontaria del mux è stata fatta in Liguria anche dal gruppo Primocanale per il suo secondo mux, quello di Telecittà, che operava con copertura regionale sul 41 UHF, senza che (in questo caso) vi sia stata la chiusura di alcuna emittente.

Sul 16 compare Alma Tv

Detto che il marchio Telecittà è stato da qualche tempo ‘recuperato’ da Primocanale per la numerazione 11 Lcn, va ricordato che il 12 era invece stato ceduto alcuni mesi fa al gruppo Baronio per la nuova È Tv Liguria, l’ultima delle ‘È Tv regionali’ ad entrare in scena.
L’altra novità è però che la numerazione 16, rimasta libera, è divenuta adesso appannaggio del gruppo Sciscione, che anche in Liguria riesce così ad occupare uno spazio importante e ha appena iniziato a diffondere qui, appunto con la sigla Canale 16, i contenuti di Alma Tv (Alice e Marcopolo). Questi ultimi sono già presenti in sede nazionale sulla numerazione 65, oltre che su quelle 221, 222, 223 e 224.

Una situazione inedita per Rete Oro

Per chiudere, va ulteriormente chiarito che la rinuncia volontaria ai mux, pur senza che sia chiaro il discorso degli indennizzi, non è una peculiarità ligure. La stessa scelta è stata fatta in Emilia-Romagna da Di.Tv nelle sue varie versioni provinciali (le emittenti presenti, compresa la stessa Di.Tv, sono ‘migrate’ su altri mux) e da quello Tsm.

Ma la situazione più interessante è quella di Roma, dove Rete Oro (18 Lcn) già da qualche settimana era diffusa da due mux Rai, una situazione inedita per le emittenti televisive locali ma prevista dalla legge, come noto. Trovato spazio nei mux della Tv pubblica, Rete Oro ha poi rinunciato nei giorni scorsi al suo mux, cessando la diffusione di tutte le sue emittenti ‘secondarie’ (Rete Oro News, Rete Oro Servizi ecc.).

Non basta: la stessa scelta è stata fatta da altri due mux romani, quello di Retesole (la capofila Retesole, Lcn 87, è migrata nel mux Canale 10, Teleuniverso ora è inserita nel mux Televita) e quello di T9. E quest’ultima emittente (Lcn 13) – lo ricordiamo – da poco ha cambiato proprietà, passando dal gruppo Caltagirone a quello Sciscione. (M.R. per NL)

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