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Tv locali. Lombardia: chiude Teleunica. Da gennaio 2019 stop trasmissioni a seguito del fallimento della controllante Filca Cooperative

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Teleunica

Un’altra storica stazione lombarda chiude i battenti: Teleunica, emittente attiva da 30 anni nelle province di Lecco, Sondrio e parte di Como e Monza Brianza su LCN 12, da gennaio 2019 non sarà più in onda.
Lo ha annunciato la stessa emittente nell’apertura del tg serale del 20/12/2018.
Frutto della fusione di Tele Spazio Lecco (realizzata nel 1977 da Enrico “Chicco” Riva, attuale editore di Rete 104 della Radio Tv Superlecco) e Tv Radio Lecco (fondata da Germano Campione nel 1975) nel decennio d’oro degli Ottanta, era cresciuta fino a divenire regionale assumendo il marchio Unica Lombardia attraverso il canale UHF 54 da Valcava, in storico contenzioso con la piacentina Telelibertà dal Monte Penice (causa che non trovò mai sostanziale conclusione fino allo switch-off digitale del 2010).

Intorno alla metà degli anni ’90 aveva vissuto una importante scissione con la realizzazione di due distinte emittenti: Più Blu Lombardia (col canale 54 da Valcava e postazioni satelliti, riconducibile all’attuale Telemilano) e Teleunica, limitata al servizio su Lecco, Sondrio e parte di Como e Brianza.
Oggi Teleunica conta sedici dipendenti, di cui sette giornalisti, allocati nelle redazioni di Lecco e Sondrio, che curavano 12 tv giornalieri (di cui il primo alle 7.00 e quello di punto alle 19.00).
Personaggi famosi hanno debuttato a Teleunica: dall’ex presidente Rai Monica Maggioni a Germano Lanzoni, il «Milanese imbruttito», che sulla stazione lecchese conduceva un programma di intrattenimento per bambini.

Ne ha dato notizia nella lunga notizia di apertura del tg delle 19.00 del 20/12/2018, che riportiamo qui (pubblicato sulla pagina Facebook dell’emittente), il direttore editoriale Katia Sala, spiegando che la motivazione formale della chiusura è il fallimento proprio un anno fa (22/12/2017) della controllante (per interposto soggetto giuridico) Filca Cooperative (attiva nelle costruzioni edili), ma che una responsabilità importante nel default risiede nel ritardo nell’erogazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (anche a seguito dei ricorsi promossi al TAR “da piccole emittenti”, ha sottolineato la Sala) dei contributi pubblici da quali l’emittente era fortemente dipendente (troppo, come molte altre stazioni tv).

Ironia della sorte, l’annuncio è arrivato il giorno prima della pubblicazione dei contributi dell’annualità 2017 per le tv commerciali (beninteso, ormai del tutto irrilevanti per salvare la stazione dal suo destino).
Nessun aiuto sostanziale è emerso dai numerosi confronti sui tavoli istituzionali dei prefetti di Lecco e Sondrio, dal ricorso ai contratti di solidarietà e cassa integrazione.
Ora, inevitabilmente, si aprirà la pagina dolorosa della destinazione degli asset della stazione, con particolare riferimento al canale (LCN) 12. Situazione resa ancor più complicata dal fatto che tale numerazione è condivisa in Lombardia con altri soggetti, con conseguente fortissima svalutazione del valore. (M.L. per NL)