Tv locali, Puglia: anche ad Antenna Sud è crisi. Sciopero e cassa integrazione per 11 dipendenti

I giornalisti della barese Antenna Sud hanno scioperato per due giorni a causa dell’asserito mancato pagamento degli stipendi dal mese di luglio. Già 11 di loro, tra giornalisti e tecnici, sono in cassa integrazione.

In un comunicato firmato del presidente Raffaele Lorusso, l’Associazione della Stampa di Puglia si è dichiarata al fianco dei giornalisti di Antenna Sud, che rivendicano il diritto alla retribuzione. Scrive Lorusso: "La crisi economica, che ha messo in ginocchio anche il comparto dell’emittenza locale, non può diventare l’alibi per nessuno per venir meno agli obblighi derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. L’editore di Antenna Sud sa bene che soltanto il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto la redazione giornalistica e l’azione del sindacato dei giornalisti ha permesso di affrontare passaggi difficili e delicati della vita dell’azienda. Nonostante la decurtazione delle retribuzioni, frutto dell’accordo sulla Cassa integrazione guadagni in deroga, i giornalisti di Antenna Sud hanno accettato con passione e dedizione la sfida del nuovo palinsesto dell’informazione, convinti che la qualità del prodotto possa rilanciare l’azienda sul mercato. Tutto questo, purtroppo, non ha trovato riscontro nell’azione dell’editore, chiamato a rispettare i propri obblighi e gli accordi sottoscritti, e a dare certezze sulle strategie future. Il sindacato dei giornalisti pugliesi sarà al fianco dei colleghi di Antenna Sud nel tentativo di riavviare con l’azienda un dialogo senza pregiudiziali, con il solo obiettivo di consentire all’emittente di continuare a vivere in un mercato pure fortemente condizionato dal duopolio Rai-Mediaset. In tal senso, il sindacato dei giornalisti continuerà la propria battaglia per far sì che il pluralismo dell’informazione nel settore radiotelevisivo sia effettivamente garantito dall’approvazione di riforme non più rinviabili e mirate ad impedire qualsiasi abuso di posizione dominante, soprattutto nel mercato pubblicitario. Il sindacato giudica inoltre grave e ingiustificabile il comportamento del ministero dello Sviluppo economico, che ritardando oltre ogni ragionevole misura l’erogazione dei contributi per l’emittenza radiotelevisiva locale, relativi a parte del 2010, e a tutto il 2011, sta costringendo molti editori a chiudere i battenti, lasciando senza lavoro giornalisti e maestranze". (R.R. per NL)
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