Tv locali, Puglia e Basilicata: editori televisivi in rivolta contro penalizzazioni settore

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La situazione di crisi dell’emittenza televisiva locale, già grave per l’aumento dei costi di gestione conseguenti alla “ingiusta e discutibile” revoca dei diritti d’uso delle frequenze che il MISE ha operato in tutta Italia e che ha raggiunto il suo apice sulle regioni della fascia adriatica, con in testa la Puglia (in cui ha revocato 12 frequenze su 18), ora è ulteriormente aggravata per il ritardo dei pagamenti dei contributi relativi al bando 2015 (e siamo già a marzo 2017) e per la mancata emanazione dei bandi relativi agli anni 2016 e 2017.
Sulla base di tali considerazioni un gruppo di editori pugliesi e lucani (Antenna Sud, Canale 7, Canale 85, TRM, Telesveva, Amica 9 TV, Telemajg, Video Italia Puglia, Delta TV, TeleDauna, Studio 100 TV, 7 Gold) riunitisi in data 3 marzo 2017 presso la sede di Delta TV in Baricentro per dibattere e “mettere in atto azioni di informazione, sensibilizzazione e protesta “contro un sistema” deleterio per le imprese che operano nel rispetto delle leggi ma, paradossalmente, non rispettato dalle leggi”, ha inviato a NL il seguente comunicato: “Il settore televisivo locale, così come tutte le attività editoriali su carta stampata, è sostenuto da contributi e provvidenze pubbliche erogate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento Editoria e dal Ministero dello Sviluppo Economico – dipartimento Comunicazioni. Nello specifico il settore delle emittenti televisive locali (dopo lo switch-off divenute Fornitori di Servizi Media Audiovisivi), sin dal 1999 è stato oggetto di misure di sostegno ai sensi della legge 448/98 e dai regolamenti attuativi il DM 378/99 e DM 292/2004; quest’ultimo, ancora vigente, è in via di cambiamento così come espresso nella legge di stabilità 2016 la 208/2015. Tale volontà, che aveva in sé la “ratio” del miglioramento, nei fatti, è diventata una catastrofe. L’iter di approvazione (piuttosto lungo e complesso) che sarebbe dovuto partire immediatamente, a oltre 15 mesi di distanza, non è che alle prime battute e, con l’attuale clima di incertezza politica, potrebbe anche non giungere mai al termine. Tale ritardo, già grave di suo, è divenuto insostenibile ed inaccettabile, in quanto, inspiegabilmente, il MISE in virtù di quanto espresso nella legge 208/2015, ha bloccato l’emanazione dei bandi per le misure di sostegno dal 2016 e … siamo già in marzo 2017. La legge 208/2015, prevede che le attuali norme di contribuzione (legge 448/98 e s.m.i.) vengano abrogate con effetto a decorrere dalla data in cui entrerà in vigore il “nuovo regolamento”; ad oggi il MISE non ha ancora sbloccato i bandi 2016 e 2017!  Si chiede che il MISE provveda a: 1) pubblicare entro un mese il bando per i contributi del 2016 con la legge in vigore la 488/98; 2) pubblicare il bando per i contributi del 2017 con la legge in vigore la 488/98, in quanto il nuovo regolamento non è ancora stato approvato. Si fa inoltre notare che ad oggi per il bando relativo ai contributi del 2017 non risulta alcun finanziamento previsto in bilancio.  Riteniamo sia giunto il momento in cui la nostra classe politica dimostri, con i fatti, il valore della democrazia e del pluralismo, dando immediato riscontro alla difesa dei diritti degli editori e delle emittenti televisive locali. Ci rivolgiamo quindi agli editori e alle emittenti, che condividono scopi e finalità di tale comunicato, chiedendo loro di sottoscriverlo, divulgarlo ad altre realtà della regione, a tutti i gruppi politici presenti in parlamento, ed inviarci una copia per riscontro. Riteniamo che solo se UNITI potremo avere la valenza e la capacità necessaria a smuovere tale situazione di immobilismo determinata dall’attuale sistema”. (E.G. per NL)

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