Tv locali, Puglia. Protestano i lavoratori di TeleNorba: si faccia chiarezza sulla reale situazione dell’emittente

"Siamo i lavoratori dell’emittente televisiva Telenorba (tecnici e operatori di ripresa) e chiediamo all’azienda il rispetto dovuto. E’ giunta l’ora, infatti, di fare luce su situazioni poco chiare che vivono di silenzi e complicità".

Inizia così una nota inviataci dal "Gruppo spontaneo CIGD Telenorba Lecce" (pagina Facebook qui), con richiesta di pubblicazione. "Il fatto che Telenorba abbia assunto, negli anni, un ruolo da ‘prima della classe’ nel panorama dell’emittenza locale non può e non deve legittimare comportamenti arroganti o violazioni di accordi e norme. Vogliamo sia ristabilita la legalità e il principio in base al quale la legge è uguale per tutti: non si può giocare con la vita delle persone", spiegano i lavoratori della superstation pugliese nel lungo comunicato che pubblichiamo nelle sue sezioni più importanti. "Esigiamo risposte da chi si erige pubblicamente a paladino dei diritti dei lavoratori e sottovaluta i diritti del proprio personale; da chi continua a ricevere cospicui finanziamenti (11 milioni e 400 mila euro secondo i dati del Corecom) e registra dati Auditel in crescita. Esprimiamo anche forti perplessità rispetto alla presunta crisi del gruppo Norba: a giudicare dagli investimenti per Radionorba TV (approdo sulla piattaforma Sky in collaborazione con Tgcom24), sbandierati ad alta voce, infatti, si direbbe il contrario", continuano i dipendenti della più grande tv locale italiana. "Ricordiamo che, da mesi, molti lavoratori sono rimasti a casa, senza percepire neppure un euro. In più saltano agli occhi alcune disparità tra i dipendenti: un gruppo di ‘fortunati’ continua ad essere retribuito con stipendi che arrivano fino a 4mila euro al mese, molti altri, invece, se la passano decisamente peggio". "L’elenco delle nostre rivendicazioni è lungo: mancato rispetto della turnistica e delle ore di straordinario; spostamento sistematico di personale in altri settori; ritardo nell’erogazione dei pagamenti (le mensilità arretrate sono dieci) determinato da una mancanza dell’azienda e non sono stati neppure consegnati tutti i documenti richiesti", spiega il comunicato. "All’interno del gruppo Norba vi è un clima di assuefazione disarmante, determinato dall’incertezza sul futuro cui si lega lo spettro del licenziamento alle porte per 50 dipendenti: il 30 giugno 2014 scadranno, infatti, i due anni di cassa concessi e con il rinnovo ottenuto solo fino a marzo. Per queste ragioni chiediamo alle autorità competenti e agli organismi di controllo, l’istituzione di una commissione d’inchiesta che faccia luce sulle modalità di ricorso agli ammortizzatori sociali, restituendo i posti di lavoro arbitrariamente negati. Distanti da qualsiasi forma di strumentalizzazione, chiediamo un incontro urgente con istituzioni, politici e parlamentari pugliesi affinché ci dimostrino esista ancora lo Stato di diritto; evitino il ripetersi di situazioni grottesche come questa, rivedendo i criteri di risorse all’editoria e prendano consapevolezza di come i fondi destinati all’occupazione servano, invece, a fare cassa sulla pelle dei dipendenti. La violazione della sfera personale, esistenziale, professionale e morale non può essere una pratica comune. Telenorba non può fare come gli pare". La parola passa ora alla direzione di Telenorba, se riterrà di replicare su queste pagine. (M.L. per NL)
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