Tv locali, Sicilia crisi Video Mediterraneo: la motivazione nel blocco del contributi del Corecom

"Un cavillo burocratico e il conseguente blocco di un contributo statale di 1 milione e 200 mila Euro ha messo in crisi il Gruppo Editoriale Video Mediterraneo srl. 50 posti di lavoro (23 giornalisti) sono a rischio", scrive il sindacato Fasipress. Che continua "Siamo con il Gruppo Editoriale Video Mediterraneo srl di Modica. Non conosciamo i motivi che hanno determinato il blocco del contributo di 1 milione e 200 mila Euro, quindi ci asteniamo da un giudizio sulla loro validità. Ci sta invece a cuore sostenere un’impresa e, contemporaneamente, cinquanta posti di lavoro". Per la Federazione Autonoma Stampa Italiana la situazione sarebbe "complessa ma recuperabile. Gli elementi di speranza ci sono tutti: l’impegno dell’Editrice a risolvere il problema; la collaborazione dei dipendenti che, nonostante i disagi anche economici, hanno compreso la buona fede della Società; la solidarietà di enti e associazioni. Vediamo, di seguito, le caratteristiche del Gruppo, cosa è accaduto e l’opinione dell’editore". Questa la scheda di Fasipress sulla vicenda:
 
IL GRUPPO EDITORIALE VIDEO MEDITERRANEO srl
 
E’ composto dall’emittente satellitare Mediterraneo Sat (842 Sky), dalle emittenti televisive terrestri Video Mediterraneo, Mediterraneo Due e Video Uno, e dall’emittente radiofonica Radio Mediterraneo. Le news sono prodotte nelle sedi di Roma, Palermo, Catania, Siracusa, Ragusa, Gela e Vittoria.
 
Sette sono le redazioni (Roma, Palermo, Ragusa, Catania, Siracusa, Gela, Vittoria e Modica), coordinate dalla redazione giornalistica centrale di VM Giornale, e garantiscono quattro ore d’informazione quotidiana in otto edizioni quotidiane del notiziario.
 
Video Mediterraneo srl è, inoltre, la casa editrice de “I MEDITERRANEI”, rivista bimestrale diffusa via abbonamento in tutto il mondo. Editore è Carmelo Carpentieri.
 
IL FATTO
 
La graduatoria 2008 redatta dal Corecom Sicilia ha visto il gruppo Video Mediterraneo attestarsi al secondo posto tra le emittenti televisive regionali, alle spalle di Antenna Sicilia. L’organismo regionale ha assegnato il secondo maggior punteggio (2205,96 punti attestati dal Corecom), dovuto in minima parte ad un fatturato medio che va oltre i 2 milioni di Euro, e soprattutto grazie ai numeri legati al personale giornalistico. Sono infatti ben nove i giornalisti professionisti alle dipendenze del gruppo editoriale, oltre ai tredici giornalisti pubblicisti ed ai vari collaboratori, tecnici e registi che tengono in vita le redazioni di Roma, Catania, Siracusa, Gela, Vittoria, Ragusa, oltre a quella centrale di Modica. I loro posti di lavoro, assieme a quelli del personale amministrativo, commerciale e tecnico vengono dunque messi a rischio da ciò che viene definito un “cavillo burocratico, una interpretazione normativa”.
 
LA PAROLA ALL’AZIENDA
 
L’editore spiega: «La situazione è quella che è; l’ho prospettata ai miei dipendenti, tecnici e giornalisti. Il caso del mancato finanziamento grazie ai fondi della legge sull’editoria è unico in Italia e mi fa pensare molto. Non vorrei che ci fosse qualcos´altro dietro. Da chi mi devo difendere? La legge del 1999 sull’editoria prevede una graduatoria in base alla quale si assegnano dei fondi per sostenere le aziende che producono informazione. 

Nel giro di qualche ora sul tavolo del ministero è arrivata una comunicazione della guardia di finanza e della procura della repubblica di Modica con la quale si informava che i tre rami dell´azienda Video Mediterraneo, Mediterraneo Due e Mediterraneo Sat, non hanno una gestione separata così come prevede la legge. Ecco perché è stato bloccato il contributo di un milione 200mila euro. 

E’ un assurdo perché l’azienda è sempre una, è un’unica attività che non può essere separata. Non posso intestare tre contatori della luce per rifornire tre aziende diverse, ne pago uno che fornisce energia a tutte. Se produciamo un’intervista la facciamo ruotare per le tre testate, ecco perché la separazione contabile non ha senso. E’ stato così dal 2002 al 2007, aspettavo i fondi del 2008 per coprire le esposizioni di cui mi sono fatto carico ma ecco il taglio e l’indagine giudiziaria»
 
LA PROSPETTIVA
 
Si profila un accordo tra l’editore e la Cisal, sindacato che raccoglie il maggior numero di adesioni all’interno del gruppo. L’intesa prevede una cassa integrazione a rotazione dall’inizio del mese, almeno fino a quando l’assegnazione delle provvidenze statali non sarà risolta.

Nel frattempo la situazione non è resa facile dall’aumento dei costi di produzione e degli oneri sociali, oltre che dalla mancata riscossione da parte del gruppo editoriale di crediti di tanti enti locali, che non hanno risorse per onorare i propri debiti. Una boccata d’ossigeno per Video Mediterraneo è stata tuttavia costituita in questi ultimi mesi da un consistente aumento degli introiti pubblicitari, pari ad oltre il 30%.
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