Tv locali. Sicilia: nel Ragusano un esempio del grande lavoro svolto dalle emittenti del territorio per informare sul Coronavirus. Fino al Tg da casa di Mario Papa di Teleiblea

Ragusano

Non sono state trattate molto bene dal Governo, almeno in questa fase, ma le Tv locali, come dimostra questo esempio del Ragusano di cui vi parleremo, in molti casi svolgono un lavoro encomiabile di informazione sul Coronavirus. Le difficoltà non mancano, da molti punti di vista, la pubblicità naturalmente latita in questo momento ma resta per tutte le Tv locali che fanno informazione il dovere di svolgere in pieno il proprio compito in una fase così difficile e importante, con un pubblico, oltretutto, affamato di informazione, non solo sui social e sul Web ma anche proprio sulla cara vecchia Tv.

Il Tg da casa

Nel Ragusano, in Sicilia, come si diceva, c’è stato in questi giorni un esempio (riteniamo uno fra i tanti) di come, aguzzando l’ingegno e approfittando delle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, si possa garantire in ogni caso al pubblico delle Tv locali l’informazione dal territorio che cerca, con tenacia e anche ansia, in questi giorni. Ne ha riferito il periodico ragusaoggi.it.

Alcuni tecnici di ripresa e montaggio, a causa delle restrizioni, non hanno potuto raggiungere fisicamente la sede della Tv, a Ragusa, e per questo motivo Mario Papa, direttore di Teleiblea, pur di non far saltare il suo appuntamento quotidiano, ha deciso di realizzare il telegiornale commentato direttamente da casa. Con l’aiuto delle moderne tecnologie, ha registrato la parte che lo riguarda attraverso un telefonino ad alta definizione per poi trasferire i files al tecnico di montaggio che, anche lui da casa, li ha rimontati prima di trasferirli nei server presenti nella sede della storica televisione ragusana per la messa in onda attraverso i computer che gestiscono la regia automatizzata. Un modo decisamente alternativo per non fermare l’informazione”.

Altri esempi virtuosi

Naturalmente non tutti hanno problemi così estremi ma per tutti l’ora è di quelle perlomeno ‘speciali’. Anche perché la dotazione degli organici, soprattutto in termini di giornalisti e tecnici, nelle Tv locali è quella che è, come è ben noto.
Sempre nel Ragusano ci sono diverse altre emittenti che sono impegnate nell’informazione e che hanno necessità di organizzarsi e di lavorare in condizioni tutt’altro che facili, come Video Mediterraneo, che in questi giorni ha anche dato vita a una rubrica che coinvolge gli spettatori da casa.
Ancora nel Ragusano, citiamo Video Regione, dove tra l’altro è stato realizzato un approfondimento sul Coronavirus curato da Emiliano Di Rosa; qui i tecnici lavorano a turno, organizzati in squadre e chi entra in servizio lascia agli altri, impegnati in precedenza, la possibilità di fruire di un periodo di ferie.
Intenso lavoro anche per Canale 74, un’altra Tv del Ragusano (la sede è a Modica) che fa capo alla famiglia Carpentieri e che da qualche anno ha preso il posto di Video 1.

Anche la Tgr sugli scudi

Dal Ragusano all’intera Sicilia per citare il lavoro della Tgr Rai, che, qui come in altre regioni, sta garantendo a sua volta un importante lavoro di informazione. E non è che poi in Rai le cose vadano molto meglio rispetto alle Tv locali.
Il periodico ragusaoggi.it riferisce infatti che la redazione regionale della Tv (e Radio) pubblica opera in due squadre distinte, con personale che lavora solo in redazione e personale che opera solo all’esterno (è difficile, oggettivamente, non applaudire questi coraggiosi colleghi ‘inviati sul fronte del Coronavirus’), in modo da cercare di evitare il contagio in redazione. Inoltre, in tutte le sedi Rai sono state allestiti anche dei piccoli studi esterni per poter andare in onda anche in caso di quarantene di una delle redazioni dei Tg regionali.
Ovviamente si spera che tutta questa emergenza, anche giornalistica, possa rientrare il più presto possibile (M.R. per NL)

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