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Tv. Mediaset: picche e ripicche tra sedi e dipendenti

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Lavori in corso in Mediaset, nel vero senso della parola, considerato che fervono le ristrutturazioni della palazzina del civico 44 in viale Europa a Cologno Monzese.
Al centro di una fervida discussione, che gira ormai da mesi tra alcune delle più conosciute testate giornalistiche del settore, che tentano di portare alla luce il caso incentrato sul trasferimento del Tg5 da Roma a Milano. Italia Oggi, punt l’attenzione sugli interventi edilizi in corso che comprendono interi piani del palazzo dell’informazione del broadcaster televisivo e che sarebbero connessi alla volontà di concentrare l’operatività a Milano. Indiscrezioni non ufficializzate da Mediaset, che risponde: “È solo una delle ipotesi in campo“. Frase sibillina cui il Cdr ha risposto, minacciando 3 giorni di sciopero ancora lo scorso inverno: “Non possiamo credere che sia in atto da parte di Mediaset una campagna di pressione o addirittura di mobbing verso giornalisti e dipendenti di Roma per ottenere il trasferimento a Milano”, si legge nel comunicato del Cdr di un paio di giorni fa. E’ sì, perché non si tratta solo di spostare la sede del Tg romano, ma di una vera e propria repressione della rivolta indetta dai dipendenti Mediaset. Tanto che si parla di mobbing ed insistenze nei confronti di giornalisti ed altri collaboratori della sede capitolina, dove resterebbe solo un presidio di giornalisti per seguire la cronaca politica. Ma il timore è quello di ridimensionamento totale: “Si sa come vanno queste cose – scrive il Fatto quotidiano riportando una fonte anonima interna al Tg5 – su 55 persone magari l’azienda spera che una ventina non accettino il trasferimento e trovino un accordo per l’uscita”. Una scelta di razionalizzazione dei costi che potrebbe portare con sé anche una riduzione del personale. E, dopo quanto avviato da SkyTg24 ad aprile 2017, anche il Biscione avrebbe in questo modo, l’efferato desiderio di concentrare tutta l’informazione su Milano. sky tg241 300x200 - Tv. Mediaset: picche e ripicche tra sedi e dipendentiMentre l’azienda lamenta difficoltà nei conti, l’assemblea dei giornalisti del Tg5 (che si era tenuta ancora in febbraio) “ritiene irricevibile qualsiasi ipotesi di trasferimento in blocco della redazione e della messa in onda da Roma a Milano. Soprattutto in un momento così intenso della vita politica italiana con le istituzioni impegnate in un complesso percorso di riforme e tante scadenze elettorali in arrivo”. Una decisione che rischierebbe di essere percepita anche come un ulteriore depauperamento produttivo e culturale della Capitale creando danno all’occupazione nel settore dell’informazione televisiva e dell’indotto costituito da decine di piccole imprese con centinaia di addetti. “I giornalisti del Tg5 sono convinti sia più che mai necessario valorizzare il ruolo del Centro Palatino come cittadella dell’informazione nel cuore di Roma, condividendo l’impegno con le altre testate attive nelle hard e nelle soft news di Mediaset“. (E.M. per NL)