Tv, pubblicità: novembre 2014 mese d’oro per reti generaliste

La raccolta dei big player Rai, Mediaset e La7 tira un sospiro di sollievo e si riscatta dal disastroso mese di ottobre: buon ritmo anche per Sky, Mtv e i canali kids di Discovery.

È solo grazie agli ottimi risultati ottenuti nel mese di novembre che il cumulato gennaio-novembre della pubblicità in tv può confermare sostanzialmente i risultati dello stesso periodo 2013, con una raccolta complessiva finale che si attesta a quota 3,2 mld di euro. Nel dettaglio, Mediaset ha incassato 1,893 mld, Rai è a quota 710,8 mln, e La7 a 143 milioni. L’anno, come ricordato, è stato positivo anche per la piattaforma di Rupert Murdoch, che è andata molto vicina alla soglia dei 400 mln di raccolta, e per Mtv che segna un +10,7% sull’anno precedente, così come i canali rivolti ai più piccoli del gruppo Discovery (K2 e Frisbee) a quota 21,6 mln con un +13% accumulato. Chi non naviga in buone acque sul fronte pubblicitario è invece Deejay Tv, che finora non ha certo ottenuto risultati stupefacenti, fermandosi a 760 mila euro di raccolta mensile, per 8,4 mln complessivi (-19,6% sull’anno precedente). Analizzando i dati elaborati dal quotidiano, emerge che la pubblicità tabellare tra gennaio e novembre 2014 ha avuto consistenti crescite solo in casa Sky (+22%), Discovery kids (+13,4%) e Mtv (+9,1%) rispetto allo stesso periodo 2013, mentre per gli altri broadcaster tv sono soprattutto le telepromozioni a spingere sul fatturato. Nei primi 11 mesi del 2014 poi, Rai e il Biscione hanno aumentato gli spazi (in secondi) dedicati alla pubblicità: +17% per le reti Mediaset e +13,5% per i canali del servizio pubblico. Per quel che concerne il futuro pubblicitario, Nicola Belli, consigliere di amministrazione con delega allo sviluppo e all’innovazione dell’agenzia milanese Armando Testa, ha rivelato che sarà orientato e darà risultati positivi soprattutto ai mezzi in grado di raccontare storie, ovvero la tv e internet. Secondo Belli, che ha esposto la sua posizione su ItaliaOggi del 15/01/2015, la comunicazione “dovrà essere in grado di rispondere al desiderio di stupirsi, emozionarsi e sognare, perché le persone sentono che gli è stato tolto il piacere di vivere”. Il consigliere ha poi continuato, come riporta un articolo di ItaliaOggi del 31 dicembre 2014, “questo è un cambiamento radicale: dopo anni in cui la maggior parte dei messaggi sono stati promozionali, aiutando a mantenere i volumi, oggi si deve ritornare a parlare della sfera emotiva dell’essere umano. È interessante – ha poi proseguito – vedere come i due estremi si attraggano: ci sono meno risorse economiche ma le aziende hanno deciso di investirle sui due mezzi che hanno più successo nel rendere lo storytelling dell’idea creativa popolare. L’Italia rimane tv centrica, il web è la nuova tv e peraltro i video trasmessi sullo schermo vanno anche online”. Per quanto riguarda le agenzie infine, “l’esigenza è che siano in grado di lavorare sia sulla lunga distanza, con una visione strategica e a lungo termine, sia sul breve periodo perché ogni progetto deve autofinanziarsi per essere sostenibile. Fino a cinque anni fa le agenzie non erano così abituate a condividere i numeri con i propri clienti, mentre ora è indispensabile. C’è stata una crisi di identità delle agenzie, ma adesso hanno capito che devono continuare a fare il loro lavoro, che è creare nuove idee e raccontarle, con la differenza rispetto al passato che non ci sono più limiti di tempo: le storie cominciano su un mezzo, poi continuano sugli altri”. (V.R. per NL)
 
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