Tv. Tutta l’Ue abbandona l’analogica: è l’era digitale. Alcuni Paesi hanno oramai solo il nuovo sistema

L’Europa è leader nel mondo per quanto riguarda il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale


(APCOM)- Un passaggio sostenuto oltre che dagli Stati, come l’Italia, anche dalla Commissione europea, che ha adottato un approccio coordinato per la liberazione dello spettro radio ed al suo uso futuro perchè, spiega oggi una nota, “vuole garantire che i cittadini dell’Ue possano beneficiare dei vantaggi della televisione digitale, compresa una gamma crescente di servizi televisivi interattivi (quali la televisione o i video ad alta definizione su richiesta) disponibili su piattaforme di trasmissione multiple comprendenti le reti terrestri, via cavo, via satellite, TV su Internet e TV mobile”.

Gli Stati membri stanno dunque gradualmente abbandonando le trasmissioni analogiche che occupavano lo spettro e stanno passando alla radiotrasmissione digitale. Nel complesso l’abbandono della trasmissione Tv terrestre analogica in Europa è a buon punto ed è già stato completato in cinque Stati membri (Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi) ed entro il 2010 il processo dovrebbe essere in fase avanzata in tutta l’Ue, e il termine del 2012 dovrebbe essere rispettato da quasi tutti gli Stati membri.

“Un numero sempre crescente di cittadini europei beneficia della TV digitale. Diversi Stati membri dell’Ue sono chiaramente leader mondiali nel passaggio dalla Tv terrestre analogica a quella digitale”, afferma Viviane Reding, commissaria Ue per le Telecomunicazioni e i media. “L’Europa nel suo complesso sta operando questo passaggio secondo i piani ed è in fase avanzata, soprattutto rispetto ad altri paesi. Sono certa che nei prossimi due anni altri paesi dell’Ue si uniranno al primo gruppo dei paesi passati all’era digitale. Ciò significa che una quota importante di spettro sarà disponibile per nuovi servizi televisivi e senza fili, se l’Europa adotta rapidamente le decisioni giuste. Decisioni coordinate sull’uso del cosiddetto dividendo digitale sono fondamentali per una rapida ripresa economica dell’Europa”.

La radiotrasmissione digitale offre una migliore qualità dell’immagine, un suono migliore, una migliore ricezione mobile, più canali TV e radio e maggiori servizi di informazione (ad esempio le guide ai programmi su schermo). Grazie ad un’utilizzazione più efficiente dello spettro radio, la radiotrasmissione digitale consente di liberare capacità per nuovi usi, quali la Tv ad alta definizione, le comunicazioni mobili o la banda larga senza fili in aree rurali. Ciò dovrebbe stimolare l’innovazione e le opportunità di crescita nei settori delle telecomunicazioni e dei media, contribuendo agli sforzi europei intesi a stimolare la ripresa economica. La Commissione sta lavorando ad un approccio comune per quanto riguarda l’uso dello spettro liberato dal passaggio al digitale per massimizzare i vantaggi per il mercato interno ed i suoi 500 milioni di cittadini.

Le trasmissioni della TV terrestre digitale sono già state introdotte in 21 Stati membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Slovenia, Regno Unito) e coprono parti del territorio nazionale. Altri cinque Stati membri (Cipro, Irlanda, Polonia, Portogallo e Slovacchia) hanno annunciato che l’offerta di servizi digitali avrà luogo entro il 2010. La Romania non ha ancora definito i propri piani.

La TV terrestre analogica è già stata abbandonata in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Finlandia, Svezia, Germania, Belgio (Fiandre) e in aree consistenti dell’Austria, e sarà completa entro la fine del 2010 in tutta l’Austria, in Estonia, Danimarca, Spagna, Malta e Slovenia. La TV terrestre analogica sarà abbandonata in Belgio (Vallonia e regione di Bruxelles capitale), Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Regno Unito tra la fine del 2010 e la fine del 2012, in Polonia entro il 2015.

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