Web. Twitter mette gli occhi su SoundCloud: il sito della musica potrebbe essere il prossimo acquisto del social

Il portale, nato nel 2008 con l’obiettivo di permettere ai musicisti emergenti di distribuire i loro brani musicali, pare piacere molto al social network dei cinguettii che potrebbe compiere l’acquisizione più costosa della sua storia.

La musica è un touch point dalle potenzialità enormi: Twitter ne è ben consapevole e, nonostante il flop di #Music (l’app chiusa lo scorso Aprile a causa della scarsità di utenti), non ha nessuna intenzione di abbandonare le proprie mire in questo settore. Pare infatti che stia valutando di mettersi in tasca SoundCloud, la più grande e importante community di artisti, band, podcaster e musicisti del mondo, che conta ormai oltre 250 milioni di utenti e un valore di circa 700 milioni di dollari (dopo l’iniezione di 60 milioni di fondi iniziata nel 2014). Il portale – con sede a Berlino, fondato da Alexander Ljung e Eric Wahlforss – è una sorta di YouTube della musica, anche se i tratti che lo contraddistinguono sono espressamente social: la condivisione istantanea infatti permette ai musicisti di caricare le loro opere autonomamente e di farle ascoltare a tutto il web. SoundCloud dà poi la possibilità di caricare qualsiasi file audio o di registrarlo direttamente da internet, taggando il contenuto e commentando anche i singoli secondi dei brani. “Twitter e la musica vanno bene assieme. Le persone condividono e scoprono nuove canzoni e album ogni giorno. Molti degli account Twitter più seguiti sono di musicisti” hanno fatto sapere i vertici, aggiungendo “ecco perché gli artisti vanno prima di tutto su Twitter per connettersi con i propri fan ed ecco perché vogliamo trovare un modo per fare emergere le canzoni su cui gli utenti stanno rivolgendo i propri cinguettii”. “L’acquisto di SoundCloud” ha sottolineato Brian Blau, analista di Gartner (la multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, nella ricerca e nell’analisi nel campo dell’Information Technology con oltre 60.000 clienti nel mondo), “sarebbe utile al social network per dargli la spinta necessaria nell’ambito dei media, aggiungendo al suo business una piattaforma di pubblicazione molto interessante”. Per ora la notizia, pubblicata sul sito Re/code, non è stata commentata da nessuno dei due interlocutori. Certo è che qualora l’accordo dovesse andare in porto e qualora le due aziende diventassero una sola, il servizio gratuito di microblogging (nato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco) potrebbe costruire migliori strumenti promozionali, portare a sé più fan e più utenti, con un conseguente aumento dei ricavi derivanti dalla pubblicità. E su quest’ultimo punto deve scommettere Twitter, dato che i suoi ricavi pubblicitari digitali nel 2013 hanno visto una leggera crescita dello 0,3%, niente a confronto con i grandi colossi come Facebook (+5,8%) e Google che ha sfiorato addirittura il +32,4%. I due big, sempre al passo con i tempi, propongono in continuazione nuovi prodotti per gli utenti: nei giorni scorsi il social network di Mark Zuckerberg ha lanciato il suo giornale digitale grazie all’app Paper, e Google starebbe per spendere un miliardo di dollari per acquisire Twitch, un nuovo servizio di streaming di videogame – anche se per il momento da Mountain View sono arrivati solo no comment -. Twitter insomma non vuole essere da meno e non ci sta a restare in secondo piano: la sfida è avviata, anche se per ora non possiamo di certo prevederne il futuro esito. (V.R. per NL)
 
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