2011 buio per la radio. Il 2012 riparte…dai dati d’ascolto

Quello appena trascorso è stato l’annus horribilis per tutti i settori e anche la raccolta pubblicitaria sul mezzo radiofonico ha subito un calo vistoso.

Questo lo riportano, singolarmente, le emittenti nazionali perché, come noto, un dato unitario non esiste, da quando le polemiche intorno ad Audiradio ne hanno prima bloccato le indagini per poi portarlo alla chiusura. Ciò nonostante, tutti gli editori hanno segnalato dati di decrescita, come riporta un articolo pubblicato questo mese dal magazine Pubblicità Italia. Intervistati, presidenti e rappresentanti delle concessionarie impegnate nella raccolta per tutte le principali emittenti nazionali, hanno parlato di mancanza di investimenti, andamenti altalenanti, disagi fisiologici, visti i dati complessivi dell’intero sistema economico. Aggravati, forse, in questo settore, dalla mancanza di dati di rilevazione attendibili. Dati questi presupposti, che 2012 attende il comparto radiofonico italiano? Certamente più roseo dal punto di vista pianificatorio: dopo due anni di buio totale, torneranno finalmente le rilevazioni dei dati d’ascolto comune per tutte le emittenti, nonostante alcune di esse – reti Rai e Radio 24 in testa – non siano ancora convinti delle tecnologie utilizzate da Eurisko, che ha ufficialmente preso il posto di Audiradio, decidendo di utilizzare metodi a più alto contenuto tecnologico. Le modalità di rilevazione Eurisko, di fatti, punteranno anzitutto sull’utilizzo del meter, come avviene per le tv, con un panel di 10 mila individui; questo sarà combinato, poi, con 120 mila interviste radiofoniche, con un ritorno al tradizionale metodo Cati. Tradizione più innovazione, quindi: un mix già di per sé esplosivo perché mette a confronto e in collaborazione due metodologie concettualmente diversissime. I dati certi, registrati passivamente, dal meter e i dati ricostruiti dalla memoria degli ascoltatori, sentiti telefonicamente. Certamente questa prospettiva spaventa non pochi editori – specie, come detto, l’editore pubblico – perché svegliarsi la mattina e scoprire che i dati certi indicano percentuali molto più basse d’ascolto rischierebbe di mandare all’aria tutti i programmi. A questi indicatori se ne aggiunge un altro, infine. Il 25 gennaio, infatti, – come abbiamo illustrato in dettaglio in un precedente articolo – Ipsos presenterà in Italia il sistema MediaCell, un’application per smartphone che permette di rilevare l’ascolto radiofonico delle persone utilizzando il microfono del cellulare, senza il bisogno fisico di un meter. Il telefonino si trasforma allora per l’ennesima volta, diventando anche in un meter, grazie alle innumerevoli applicazioni introdotte dai nuovi sistemi Android e Apple. Un altro dato certo e passivo, quindi, che potrebbe spaventare gli editori ancora nostalgici delle vecchie interviste. (G.C. per NL)
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