La tutela della voce entra nell’era dell’I.A.: musicisti, cantanti e professionisti dell’audio iniziano a proteggere legalmente la propria identità sonora mentre cresce il timore per clonazioni vocali, deepfake e sfruttamento algoritmico delle performance artistiche.
Domani a Eufonica 2026, il Salone della musica e delle sue professioni in programma a Bologna Fiere dal 15 al 17 maggio 2026, si terrà il talk “Tutelare la propria voce nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, con l’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi, direttore di Newslinet e giurista della Società Italiana per la Tutela Voce.
Sintesi
La tutela della voce entra definitivamente nell’era dell’intelligenza artificiale.
Dopo Taylor Swift, anche Giusy Ferreri ha scelto di registrare la propria voce come marchio sonoro, trasformando l’identità vocale in un asset giuridico ed economico da proteggere contro deepfake, clonazioni sintetiche e sfruttamento algoritmico.
Il tema sarà al centro del talk “Tutelare la propria voce nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, in programma domani a Eufonica 2026 con l’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi, direttore di Newslinet e giurista della Società Italiana Tutela Voce.
Secondo Lualdi, “la voce non è più soltanto un suono: è identità, reputazione e valore economico”, mentre l’I.A. “non sta soltanto copiando le opere, ma iniziando a replicare le identità”.
L’incontro affronterà i temi della registrazione della voce come marchio distintivo, della tutela dei professionisti dell’audio e delle implicazioni giuridiche derivanti dalla diffusione di sistemi capaci di riprodurre artificialmente caratteristiche vocali umane.
Il talk si terrà il 15 maggio 2026, dalle 16:45 alle 17:15, presso il Palco Silent Arancio – Padiglione 33, nell’ambito del Salone della musica e delle sue professioni organizzato a Bologna Fiere.
Giusy Ferreri
La decisione di Giusy Ferreri di registrare la propria voce come marchio sonoro, seguendo una strategia già adottata a livello internazionale da artisti come Taylor Swift, conferma che la tutela dell’identità vocale sta rapidamente diventando uno dei temi più delicati dell’industria musicale contemporanea. Non più soltanto nome, immagine o catalogo artistico: oggi anche la voce viene percepita come un asset economico e identitario da proteggere contro l’utilizzo non autorizzato da parte dei sistemi di intelligenza artificiale.
Da fenomeno tecnologico a questione giuridica e professionale
La proliferazione di deepfake vocali, imitazioni sintetiche e contenuti audio generati artificialmente sta infatti modificando radicalmente il rapporto tra creatività, identità personale e proprietà intellettuale. Una trasformazione che coinvolge non solo grandi artisti internazionali, ma anche cantanti, doppiatori, speaker radiofonici, podcaster e professionisti della comunicazione audio.
La questione a Eufonica 2026
Ed è proprio su questo tema che domani, alle ore 16.45, all’interno di Eufonica 2026, il Salone della musica e delle sue professioni in programma a Bologna Fiere dal 15 al 17 maggio 2026, si terrà il talk “Tutelare la propria voce nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, con l’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi, direttore di Newslinet e giurista della Società Italiana Tutela Voce.
“La voce non è più soltanto un suono: è identità, reputazione e valore economico”
Secondo Lualdi, il punto centrale del dibattito contemporaneo non riguarda soltanto la tecnologia, ma la ridefinizione stessa del concetto di voce nell’ecosistema digitale. “Per un cantante, un musicista, un doppiatore o uno speaker, la voce non è semplicemente un suono. È identità. È riconoscibilità. È relazione emotiva con il pubblico. È reputazione professionale. E, sempre più spesso, è anche un valore economico autonomo”, spiega il giurista.
La clonazione vocale cambia il paradigma della tutela
Il tema sta assumendo una rilevanza crescente perché l’intelligenza artificiale è ormai in grado di replicare voci umane con livelli di precisione fino a pochi anni fa impensabili. “La voce non è più soltanto espressione artistica o interpretazione personale. Sta diventando un dato”, osserva Lualdi, sottolineando come caratteristiche biometriche, timbriche ed espressive possano oggi essere campionate, elaborate e riprodotte artificialmente.
“L’I.A. non sta copiando soltanto le opere: sta iniziando a replicare le identità”
Secondo il direttore di Newslinet, il problema non riguarda più soltanto il diritto d’autore tradizionale: “L’intelligenza artificiale non sta soltanto copiando le opere. Sta iniziando a replicare le identità”. Una trasformazione che rischia di incidere profondamente sul valore economico della prestazione umana, soprattutto nei settori basati sulla riconoscibilità vocale. “Se un sistema di intelligenza artificiale è in grado di generare infinite performance sintetiche simili a quelle di un artista reale, inevitabilmente cambia il valore economico della prestazione umana”, avverte il giurista.
La registrazione della voce come marchio sonoro
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la possibilità di registrare la propria impronta vocale come marchio distintivo. Un terreno sul quale la Società Italiana per la Tutela della Voce (di cui l’avvocato Lualdi è tra i fondatori) sta lavorando da tempo. “Oggi un marchio può essere sonoro, tridimensionale, dinamico, persino sensoriale. E quindi anche una voce può assumere funzione distintiva”, spiega Lualdi. Il tema non riguarda soltanto celebrità internazionali. Sempre più professionisti italiani della voce stanno infatti valutando strategie di tutela preventiva contro utilizzi impropri, clonazioni sintetiche e sfruttamento commerciale non autorizzato.
“Difendere la voce significa difendere l’identità umana”
Secondo Lualdi, il nodo centrale riguarda ormai la sovranità identitaria nell’era algoritmica. “La voce non è soltanto un contenuto. La voce è una estensione della persona. E quando un algoritmo la replica senza consenso, il problema non riguarda soltanto il copyright. Riguarda l’identità personale, la dignità professionale, la reputazione e la libertà economica dell’individuo”, afferma.
Da Bologna un confronto destinato a crescere
Il talk di domani a Eufonica si inserisce dentro un dibattito destinato ad allargarsi rapidamente nei prossimi anni, mentre le tecnologie generative accelerano e il quadro normativo europeo prova a rincorrere l’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale. “Per secoli la voce umana è stata considerata qualcosa di irripetibile.
La nuova era
Per la prima volta nella storia stiamo entrando in un’epoca in cui la voce può essere clonata, sintetizzata, manipolata e commercializzata. Ed è proprio per questo che oggi difendere la voce significa difendere l’identità umana nell’era delle macchine”, conclude Lualdi.
Le coordinate dell’intervento a Eufonica 2026
L’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi, direttore di Newslinet e giurista della Società Italiana Tutela Voce, si terrà nell’ambito di Eufonica 2026 venerdì 15 maggio 2026, dalle 16:45 alle 17:15, presso il Palco Silent Arancio – Padiglione 33. L’incontro, organizzato da MEI – Meeting Etichette Indipendenti ed Esibirsi, avrà come titolo: “Tutelare la propria voce nell’era dell’Intelligenza Artificiale”.
Clonazione della voce & deepfake audio
Al centro del talk i temi della clonazione vocale, dei deepfake audio, della registrazione della voce come marchio sonoro, della tutela dei professionisti della voce e delle nuove implicazioni giuridiche derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’industria musicale e audiovisiva.
Podcast
Qui per ascoltare il podcast. (E.G. per NL)


































