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Doppia scivolata sulla medesima buccia da parte di Silvio Berlusconi e di Radio 105.
Il primo è stato ospite l’altro ieri della seconda (di cui Mediaset è titolare) in una lunga trasmissione preelettorale durante la quale il Cavaliere è stato “intervistato” dai conduttori Tony Severo e Rosario Pellecchia nel programma 105 Friends. Il tutto si sarebbe limitato ad una disaffezione temporanea del pubblico per Radio 105 (vista la noia mortale del prolisso intervento dell’ex premier) se non fosse che il Berlusca non si era reso conto di esser in “visual radio”, cosicché tutti quelli che lo stavano seguendo in diretta audio/video hanno “smascherato” la sua lettura (peraltro biascicata) di risposte precostituite (evidentemente a fronte di domande preconcordate), con tanto di imbarazzanti occhiate tra il perplesso e lo sconfortato di un imbarazzato Tony Severo.

Nulla di che, in un contesto di plastica che spaziava dalla genuinità delle domande all’aspetto esteriore del Cavaliere, passando per promesse elettorali e terzietà del mezzo radiofonico.
Quello che ha lasciato di stucco è stata la totale disorganizzazione dello staff di Radio 105 nel gestire l’evento: logica avrebbe voluto che il tutto fosse preregistrato (visto che l’esigenza di diretta non vi era) o che, percepito il disastro incombente, con una scusa, si fosse mandato un break per far avvedere l’incauto Presidente.
Ovviamente è scoppiato il putiferio via social, con insulti a go go nei confronti di Radio, del Silvio nazionale e dei poveri conduttori.
Ma avrebbe potuto andare anche peggio. Per esempio se, come suggerivano taluni, Radio 105 avesse cancellato il post su Facebook ricettacolo delle ingiurie. Quantomeno, in corner, in Largo Donegani si sono salvati da un’ondata di fango ancora più grande: quella dell’accusa di voler censurare l’incidente.