Banda larga: in Europa aumenta la velocità di connessione, ma l’Agenda digitale chiede di più

Le connessioni europee a banda larga sono divenute più veloci rispetto al 2009 e nell’UE sono aumentati anche gli abbonati, ma ancora rimane molto da fare per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale europea.

Questo il quadro che emerge dalle statistiche pubblicate dalla Commissione Europea a fine novembre, che attestano nel luglio 2010 una percentuale del 29% di linee europee a banda larga connesse ad una velocità di almeno 10 Mbps, con una crescita, rispetto allo scorso anno, del 15%. Se il dato è incoraggiante, non si può trascurare il fatto che solo lo 0,5% delle linee del vecchio continente viaggia ad una velocità di 100 Mbps o superiore, mentre il 5% è connessa ad una velocità media di 30 Mbps o superiore. E’ cresciuto il numero degli abbonati alla banda larga (25,6 abbonati ogni 100 cittadini, rispetto ai 23,9 del 2009) e, in un anno (tra luglio 2009 e luglio 2010), nell’UE sono aumentate dell’8% le linee a banda larga (circa 128 milioni di linee fisse a banda larga su circa 220 milioni di famiglie). Se si guarda ai singoli paesi dell’UE, al primo posto in termini di utilizzo della tecnologia si pongono i Paesi Bassi e la Danimarca e, secondo le statistiche dell’OCSE del mese di maggio, vi sono membri dell’Unione Europea (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito) che superano gli Stati Uniti a livello di adozione della banda larga (con 26,4 abbonati ogni 100 abitanti). Tutto questo però non basta. “La velocità della banda larga è ossigeno per le comunicazioni digitali, essenziale per la prosperità e il benessere dell’Europa – ha dichiarato Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea per l’Agenda digitale – Sono stati fatti molti progressi per quanto riguarda l’adozione della banda larga e la velocità di connessione, ma dobbiamo fare di più per realizzare i nostri obiettivi". A giudizio della Kroes urge, in particolare, “un accordo urgente per fare in modo che lo spettro radio diventi disponibile per la banda larga mobile, la cui domanda è in rapido aumento”. In effetti, in merito alla banda larga mobile, dai dati emerge una crescita, rispetto a luglio 2009, del 45%, con un tasso di penetrazione del 6% (6 dispositivi mobili di accesso alla banda larga dedicati ogni 100 cittadini). Maggiore, in particolare, è la diffusione dell’accesso alla banda larga mobile in Finlandia, Austria, Svezia, Danimarca e Portogallo. Con riguardo alla tecnologia, se maggiormente utilizzata per l’accesso alla banda larga in Europa risulta la DSL (Digital Subscriber Line), sta crescendo anche l’accesso via cavo con Docsis 3.0 più veloci e l’accesso diretto in fibra ottica (tecnologia FTTH – Fiber to the Home), quest’ultimo aumentato, rispetto al luglio 2009, del 40%, ma presente solo in pochi paesi, come la Svezia, rappresentando ancora l’1,7% delle linee totali in Europa. Dalla relazione della Commissione Europea emerge la necessità che si raggiunga una maggiore velocità di trasmissione dei dati per migliorare ed ampliare la scelta dei servizi (es. televisione ad alta definizione, sistemi di videoconferenza, etc,) a costi inferiori per megabit. Resta inoltre ancora tanto da fare per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda digitale europea, che conta di dotare, entro il 2013, tutti i cittadini dell’UE dell’accesso ai servizi di base a banda larga (velocità di almeno 30 Mbps), ed entro il 2020 dell’accesso alla banda larga veloce e ultraveloce. (D.A. per NL)

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