Campagna nazionale per la riforma della giustizia tributaria e per un giusto processo tributario

La Federcontribuenti lancia una battaglia di civiltà e chiama i cittadini, le imprese e le organizzazioni sociali a mobilitarsi per la riforma della Giustizia Tributaria


Comunicato www.federcontribuenti.it

Una battaglia “centrale” per dare dignità ad una giusta difesa e ad un giusto processo tributario. In Italia il contribuente è sfornito di una seria tutela giurisdizionale innanzi alle Commissioni Tributarie e il contenzioso tributario presenta delle carenze in ordine all’indipendenza dell’organo giudicante, al rispetto del principio del contraddittorio tra le parti ed alla possibilità di accesso alla tutela tributaria, tali da renderlo un “processo minore” tuttora distante da una seria definizione di giusto processo. Pertanto occorre apportare alle norme regolatrici del contenzioso tributario delle urgenti modifiche in sede legislativa che prevedano:

Riconoscimento costituzionale esplicito della giurisdizione tributaria quale giurisdizione speciale parallela a quella ordinaria e alle altre giurisdizioni speciali.

Ulteriore ampliamento della competenza in modo da realizzare una giurisdizione generale esclusiva in materia tributaria, che ricomprenda qualsiasi forma di tributo qualsiasi atto connesso ad esso anche successivo e di esecuzione nonché ogni atto dell’Amministrazione Finanziaria lesivo non solo di diritti ma anche di interessi del cittadino.

L’istituzione di un ruolo di giudici tributari togati attraverso concorsi pubblici per esami, e la conseguente riduzione dell’utilizzo dei giudici onorari tributari.

L’inquadramento organico delle Commissioni Tributarie all’interno del Ministero di Grazia e Giustizia, con il distacco definitivo da qualsiasi tipo di rapporto con il Ministero delle Finanze.

Allargamento delle competenze di tali organi alle materie previdenziali e contributive.

L’abolizione della sanzione della inammissibilità prevista in caso di mancata osservanza del termine di costituzione del ricorrente ex art. 22 dlgs. 546/92, o, quanto meno, la previsione della possibilità per il ricorrente di ottenere la rimessione in termini.

La previsione di un termine perentorio di costituzione anche per il resistente che scada prima della udienza di sospensione dell’atto impugnato, con l’obbligo di notificare al ricorrente gli atti depositati in giudizio.

L’obbligo di condannare sempre alla spese di giudizio il soccombente, con la possibilità di compensare le spese solo ed unicamente in caso di soccombenza reciproca delle parti.

L’obbligo di fissare l’udienza di trattazione del merito anche in caso di diniego della istanza cautelare e non oltre un anno dalla medesima pronuncia.

La denominazione di tali organi in Tribunali Tributari e Corti di Appello Tributarie.

Incompatibilità territoriale assoluta del giudice tributario per effetto di esercizio di attività professionale di natura tributaria.

BRUNO VIAGGIO (DIREZIONE FEDERCONTRIBUENTI): SUBITO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA E APPLICAZIONE VERA DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE

La Federcontribuenti si è sempre prefissata, sin dalla sua nascita, l’intento di far attuare in Italia ad ogni livello i principi della giustizia fiscale e tributaria, affermando concretamente un progetto che sia conformato al paradigma della legalità fiscale.
I principali mezzi di tutela del contribuente oggi in vigore nel nostro paese sono il processo tributario, che necessita di profonde e vigorose azioni di riforma, e lo Statuto del Contribuente.
La più grande battaglia politica, che riveste un’importanza primaria e fondamentale, non solo a livello dottrinario e sistematico, ma anche a livello pratico e concreto, è sicuramente quella di elevare al rango di natura costituzionale le norme dello Statuto del Contribuente, con la conseguenza che i principi in esso fissati non possano più essere derogati o disapplicati da altre norme legislative se non costituzionali.
Tali principi possono essere riassunti nell’obbligo di chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie, nel divieto di retroattività delle stesse disposizioni tributarie, nel divieto di proroga per i termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti di imposta, nel divieto dell’utilizzo del decreto legge per l’istituzione di nuovi tributi, nell’obbligo di informazione per il contribuente in merito alle disposizioni tributarie, nell’obbligo di motivazione degli atti dell’amministrazione finanziaria, nella tutela ed affidamento della buona fede del contribuente, nel diritto di interpello per il contribuente in caso di incertezza della norma tributaria.
Solo impedendo alla fluviale normazione tributaria di scavalcare tutti i suesposti principi sanciti nello Statuto potrà dirsi attuato in Italia il principio della legalità fiscale.
Invece per contro assistiamo quasi quotidianamente alla violazione di tali istituti sia con l’emanazione di norme con effetto retroattivo, sia con palesi ed espresse deroghe allo Statuto in tema di termini di prescrizione e decadenza per l’accertamento.
Tale tipo di riforma consentirebbe inoltre una deflazione delle liti tributarie in quanto, non potendo l’Amministrazione Finanziaria ledere i principi di tutela dello statuto, il contenzioso tributario sarebbe limitato solo ai casi di erronea intepretazione della legge da parte degli Uffici.
Grande rilevanza avrebbe la figura ed il ruolo del Garante del Contribuente, il quale potrebbe applicare delle sanzioni nei confronti di tutti i soggetti responsabili del rapporto giuridico d’imposta che abbiano violato palesemente le norme dello Statuto del Contribuente, al pari di altre autorità quali il Garante della Privacy.
Inoltre avrebbe un peso ancor maggiore l’applicazione obbligatoria e costituzionalmente garantita dei principi sanciti dalla L. 612/2000 in tutti gli Statuti degli Enti Locali, in un clima sempre più attuale di politica di federalismo fiscale, in cui il contribuente è spogliato delle prerogative di tutela confronti degli Enti che disciplinano importanti imposte quali l’ICI e la TARSU.
Pertanto affinché si attuino concretamente i valori della Legalità Fiscale occorre che il codice dei principi della tutela tributaria, sia applicato, protetto e garantito da qualsivoglia deroga od abrogazione di fatto, e l’unico strumento che può arginare tale rischio è quello della elevazione a rango costituzionale delle sue norme

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