Caso Emanuela Orlandi, perquisita la sede dell’Agi. La Procura indaga sulla fuga di notizie

Il Cdr dell’Agi: “fatto di inaudita gravità”. Siddi (FNSI): “I magistrati debbono rispettare il ruolo della stampa”


da FNSI.it

La Procura di Roma ha aperto una inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio in relazione alla pubblicazione dei verbali di una testimone che è stata ascoltata nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Gli inquirenti hanno anche disposto la perquisizione dell’Agenzia Italia

Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio l’iniziativa è stata dovuta al fatto che la diffusione dei documenti, e del loro contenuto, ha messo a rischio l’incolumità della persona che è stata sentita come testimone e lo stesso iter degli accertamenti. (Apcom)

La perquisizione disposta oggi dalla procura della Repubblica di Roma nella sede dell’Agi a seguito della diffusione di un servizio sulla scomparsa di Emanuela Orlandi rappresenta un fatto di inaudità gravità.
L’operazione mette in discussione le fondamenta stesse della libertà di stampa e della funzione che essa deve svolgere in una società democratica.
Il Cdr, interpretando il sentimento di tutti i giornalisti dell’Agi, esprime piena solidarietà alla collega Rosa Polito, da sempre impegnata sul difficile versante dell’informazione giudiziaria con competenza professionale e assoluta correttezza di comportamenti. Aver riportato alla ribalta delle cronache dopo 25 anni un caso finora irrisolto come quello di Emanuela Orlandi rappresenta un atto doveroso nei confronti dell’opinione pubblica che ha il diritto di sapere cosa si è mosso dietro questo inquietante delitto sul quale è caduta una nebbia inaccettabile. (AGI)

I magistrati devono rispettare il ruolo della stampa, ha affermato Franco Siddi, segretario generale della Fnsi a proposito della perquisizione nella sede dell’Agenzia Italia per la vicenda di Emanuela Orlandi.
Siddi sottolinea che se un giornalista viene in possesso di notizie che riguardano uno dei principali misteri italiani, ha il dovere etico e professionale di informare il pubblico. Mentre i magistrati intervengono immediatamente, e senza motivo, per reprimere la libera funzione della stampa con perquisizioni che hanno un chiaro sapore di intimidazione anche perche’ si minaccia, in modo un po’ folle, di intralciare il lavoro dell’intera Agenzia.
I giornalisti, rivendica Siddi, hanno il compito di cercare le notizie, a maggior ragione su misteri cosi’ rilevanti come quello della Orlandi: cosi’ funziona la stampa nei paesi democratici.
Solidali con i colleghi dell’Agi e critici con le iniziative del magistrato che accusa una cronista di rivelazione del segreto di ufficio che non puo’ riguardarla anche l’Unione Cronisti e il Sindacato cronisti romani. (ANSA)

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