Caso Sortino: la reazione di Mediaset

L’azienda elogia l’oramai ex “iena” ma non lo difende: il servizio non era equilibrato.
 
Ormai è ufficiale: la decisione della “Iena” Alessandro Sortino di lasciare “Le Iene”, dopo la censura da parte di Mediaset nei confronti del suo servizio inerente il presunto “sistema Mastella”, con intervista ad Elio, figlio dell’ormai ex ministro, montata assieme ad un tentativo di intervista, proprio al leader dell’Udeur.
Oltre che smentire le dichiarazioni “diffamanti” da parte di Elio Mastella (come si può leggere in un articolo pubblicato ieri dal nostro periodico http://www.newslinet.it/notizie/censura-alle-iene-sortino-lascia), Sortino è rimasto deluso dall’operato dell’azienda che, non si sa quanto per puro spirito “editoriale” o per un po’ di calcolo politico, ha deciso di “censurare” l’intervista, andando incontro all’inevitabile decisione del buon Sortino di lasciare il programma ed anche l’azienda.
“Mediaset impedisce la messa in onda questa sera (venerdì 25 gennaio, ndr) del mio servizio sul viaggio a Ceppaloni con il mio scambio con il figlio del ministro Mastella, Elio” ha denunciato l’ex “Iena” pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione “incriminata”. “Sono stato diffamato dal figlio di un ministro e da un ministro e la mia azienda non mi permette di dirlo. Non ci sono più le condizioni per fare bene le Iene, cioè la libertà e la leggerezza”. E continua, denunciando i vertici aziendali ed assolvendo gli autori ed i vertici della sua ex trasmissione: “Nel pezzo, giudicato equilibrato anche da miei capi, raccontavo con la mia telecamera quello che è realmente accaduto, con immagini in più rispetto a quelle riprese da Sky Tg 24. se fosse andato in onda si sarebbe visto che non ho fatto alcuna illazione sul lavoro del figlio di Mastella. Sono arrivato quando si stava già sfogando con alcuni giornalisti della carta stampata. L’unica domanda che gli ho fatto riguardava il patrimonio immobiliare, la casa acquistata a prezzi di favore. Altre domande che si sentono nel filmato, peraltro legittime, sono state fatte dal giornalista di Sky”. Non solo Elio, ma anche la parte del servizio riguardante il papà è stata censurata: “Gli ho chiesto la possibilità di fare uno scherzo con le arance che avevo portato, ma il ministro mi ha risposto che non era il caso. Quelle arance, Elio non le ha mai viste”.
Queste le parole del giornalista. L’azienda, da par suo, ha speso parole d’elogio per l’operato di Sortino negli anni passati, definendolo “Un’ottima Iena, che lavora per Mediaset da tanti anni” e “certamente non un raccomandato”. Altresì, riguardo il servizio giornalistico in questione, ha posto dei paletti, definendolo “non equilibrato” e giustificando, così, la censura preventiva.
Alla fine dei conti, comunque, a perderci è proprio Mediaset, che resta priva di uno dei suoi migliori professionisti e perde una buona occasione per sbandierare la propria libertà intellettuale. (G.M. per NL)
 
 
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