Comma 10

comma 10, futuro

Il 7 agosto è approdato in Parlamento lo schema di decreto legislativo “recante attuazione della direttiva (UE) 2018/1808″. Tale direttiva modifica la 2010/13UE, “relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato”.L’atto del governo sottoposto a parere parlamentare (n. 288), è in definitiva, la controversa riforma del TUSMAR (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici), argomento intensamente trattato nelle ultime settimane su NL relativamente al comparto radio.

Insidie

La nuova versione del pericolosissimo art. 50 (l’attuale art. 42 del vigente TUSMAR) non è scevra da tranelli.

Comma 10

Allo stato, a destare inquietudine tra gli editori radiofonici è il comma 10. Che ora recita: “L’Autorità adotta il piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, tenendo conto del grado di sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale.

antenne varie comma 10 articolo 50 TUSMAR - Comma 10

Nelle more di una effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale e dello sviluppo del relativo mercato, il Ministero, in coordinamento con l’Autorità, procede ad attività di ricognizione e progressiva razionalizzazione dell’uso delle risorse frequenziali in tecnica analogica in particolare al fine di eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i paesi radio-elettricamente confinanti, ed incoraggiare l’efficiente uso e gestione delle radiofrequenze, tutelando gli investimenti e promuovendo l’innovazione”.

Trabocchetti

Vediamo quindi i trabocchetti disseminati, comunque, nel testo, pur moderato dal confronto precedente all’approdo al Consiglio dei ministri e successivo allo scoop di NL che aveva resa nota l’originaria, destabilizzante, formulazione.

Gradi

Anzitutto, sulla base di quali condizioni si definisce il “grado di sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale”. Assumendo, ovviamente, che il comma 10 dell’art. 50 del prossimo TUSMAR sia esclusivamente riferito al DAB+?

Autoradio & impianti

Dalle autoradio installate sulle auto immesse sul mercato (dato effettivamente ricavabile dalle vendite comunicate dalle case automobilistiche)? Oppure dal numero di emittenti attive in DAB+ su un numero congruo di impianti per copertura? Prendere l’uno senza l’altro, condurrebbe a delle errate valutazioni, atteso che al momento solo le emittenti nazionali sono sostanzialmente stabilmente diffuse su una quota superiore all’85% della popolazione italiana.

Quadro

Si dovrà quindi acquisire a riferimento il quadro successivo all’affermazione della radiofonia digitale (quindi dopo l’assegnazione delle frequenze successivamente all’approvazione del relativo Piano Agcom). Cioè, molto probabilmente, dopo il 2023-2024, quando, quello che l’atto del governo sottoposto a parere delle commissioni parlamentari definisce al comma 10 dell’art. 50 una “effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale” e lo “sviluppo del relativo mercato”.

Ricognizioni

Sennonché, in questi, presumibili, due anni, il Ministero (in coordinamento con l’Agcom), dovrà effettuare una ricognizione ed una progressiva razionalizzazione delle frequenze FM per eliminare o minimizzare le interferenze verso gli stati confinanti.

Considerazioni

Prima considerazione: cosa significa procedere ad una razionalizzazione delle frequenze?

Razionalizzazione

L’antico documento sull’applicazione dell’art. 1 cc. 4 e 5 della L. 122/1998 definisce “razionalizzazione”, “qualsiasi intervento tecnico finalizzato alla razionalizzazione della rete di diffusione dell’emittente”. In altri termini, un intervento sul numero di impianti componenti la struttura di rete. I cosiddetti impianti ridondanti, quindi. Che poi, realmente abbondanti non lo sono mai, come noto.

Incoraggiamenti e pacche sulla spalla

Il comma 10 dell’art. 50 del TUSMAR sottoposto ad esame parlamentare, tuttavia, non si ferma qui. L’ultimo capoverso procede infatti precisando che il Ministero dovrà “incoraggiare l’efficiente uso e gestione delle radiofrequenze, tutelando gli investimenti e promuovendo l’innovazione”.

Ridondanza

Questo sì sembra ridondante, vero?
Tuttavia, siccome una norma non può essere ripetitiva nella sua formulazione, è evidente che l’incoraggiamento all’uso efficiente (e la gestione) delle radiofrequenze non può essere la ripetizione del precedente comando a procedere alla razionalizzazione. Tanto più che esso si accompagna alla garanzia di una tutela degli investimenti ed alla promozione dell’innovazione.

Mumble, mumble

Di cosa si tratta quindi? Noi un’idea ce la siamo fatta. E non è affatto rassicurante.
Ma ne parleremo nei prossimi giorni.

foto antenne di Floriano Fornasiero

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