Ddl Gentiloni: la riforma del sistema televisivo

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 10,45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta


Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti su proposta del Ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni:

– un disegno di legge che dispone una nuova disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale, con l’intento di dare risposta alle esigenze del sistema radiotelevisivo italiano di una maggiore concorrenza e pù reale pluralismo, come da anni richiesto dalla Corte Costituzionale, dalle Autorità garanti della concorrenza e delle comunicazioni, nonchè dall’Unione Europea.

Punti qualificanti del disegno di legge sono:

l’adozione di misure intese a contenere la raccolta di risorse pubblicitarie nel settore televisivo in capo a ciascun soggetto entro limiti idonei (45%) a contrastare il consolidamento di posizioni dominanti e la frapposizione di rilevanti barriere all’ingresso di nuovi operatori; il superamento degli sbarramenti normativi e regolamentari all’ingresso di nuovi soggetti nel mercato della televisione digitale terrestre, in funzione della massima apertura del mercato; la limitazione dei fenomeni di sovrapposizione e ridondanza nell’utilizzo delle risorse frequenziali da parte dei singoli operatori, in conformità ai principi comunitari e nazionali di uso efficiente dello spettro radioelettrico;

l’adozione di misure idonee a consentire la deconcentrazione del mercato delle reti radiotelevisive, la liberazione di frequenze e l’assicurazione di generali condizioni di obiettività, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione nell’accesso e nell’uso delle risorse frequenziali, secondo quanto richiesto dalla Commissione Europea; la garanzia di accesso alla banda larga per tutti gli operatori interessati, secondo condizioni e criteri di obiettività, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione;

la disciplina della rilevazione degli indici di ascolto televisivo secondo criteri intesi ad assicurare la massima rappresentatività di tutte le piattaforme trasmissive e di tutti gli operatori presenti sul mercato; un sistema sanzionatorio più efficiente quanto ai meccanismi del presidio e più efficace quanto alla misura delle sanzioni, in linea con i rilievi e le sollecitazioni formulati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la segnalazione al Governo del 12 luglio 2006.

Tra le misure previste per il raggiungimento degli obiettivi:

l’anticipo del trasferimento sul sistema digitale di una rete degli operatori che ne posseggono tre (la nuova scadenza è 15 mesi dall’approvazione della legge); il tetto del 20% per la capacità di trasmissione per ciascun fornitore di contenuti nel sistema televisivo digitale. Il disegno di legge, inoltre, abroga alcune norme della legge 112 del 2004.

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