Digitale terrestre, botta e risposta: per servire il territorio come in analogico serve più potenza. No, non è vero. Sì che è vero

"Buongiorno, sono un radiotecnico di provata e lunga esperienza e leggo quotidianamente la vostra testata che riporta sempre ottime notizie sui media. Purtroppo varie volte ho letto come sul vostro penultimo articolo firmato dal Conna, che il digitale terrestre rispetto all’ analogico abbisogna di piu potenza per avere la medesima copertura di territorio: è l’esatto contrario!".

Inizia così un’email a redazione@newslinet.it di un lettore che ci porta su un argomento d’interesse diffuso e che pertanto abbiamo preferito fare oggetto di specifico articolo (con tanto di risposta), piuttosto che inserire nella sezione "Ultimi commenti". "Ed é forse l’aspetto piu importante di questa nuova tecnologia, in quanto permette cosi di risparmiare sui consumi e contemporaneamente di servire piu territorio – ci spiega il tecnico – Questo lo posso asserire dopo anni di sperimentazione in qualita di antennista operante in territori montagnosi, dove i segnali analogici si ricevevano malamente, mentre adesso, con il DVB-T, gli stessi segnali trasmessi dalle stesse postazioni e con le medesime potenze sono perfetti. Non c’é paragone rispetto a prima. Quindi la mia impressione è che qualcuno abbia interesse a denigrare questa nuova tecnologia per chissa quali interessi commerciali (sat tv, iptv e quant’altro; comunque tutti sistemi a pagamento…). Sarebbe bello poter chiarire al confuso pubblico questo aspetto tecnico dell’ultimo mezzo gratuito per vedere la tv, quindi resto volentieri a disposizione sperando di potermi rendere utile in tal senso". Abbiamo, a riguardo, chiesto un commento, all’associazione di tv locali Conna, che ci ha così risposto: "Che un antennista proprio nel momento migliore della lievitazione del suo conto in banca avanzi il sospetto su di una associazione non profit di perseguire "chissà quali interessi commerciali" è paradossale. Tuttavia,  nel merito, non conoscendo i miracoli che possono avvenire in certi territori montagnosi o in zone di relativa calma radioelettrica, restiamo al grande bacino di Roma dove stazioni dislocate nei Castelli che prima si  vedevano sia pur debolmente, con il passaggio in digitale sono scomparse.  Chi poteva farlo ha raddoppiato la potenza, ma neppure quei tre dB in più in  certi casi hanno risolto completamente il problema".
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