Digitale terrestre e sat, caso RAI-Sky: Agcom apre istruttoria su servizio pubblico. Sotto esame la tutela dell’utenza. Nessun procedimento invece per Tivùsat

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La cosa era nell’aria da qualche settimana, sicché la notizia che Agcom ha aperto una istruttoria nei confronti della RAI sull’oscuramento dei programmi pubblici sulla piattaforma satellitare di Sky non ha stupito gli operatori e gli osservatori più attenti. Il Consiglio dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, sulla scorta del dossier relativo alla piattaforma Tivu’-Sat, ha deciso all’unanimita’ l’apertura di un’istruttoria per verificare il rispetto o meno da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio. Spiega una nota: "L’Autorita’, sulla base degli elementi raccolti, ha infatti riscontrato un’insufficiente informazione agli abbonati sulle modalita’ di visione dei programmi RAI in simulcast via satellite, la mancanza di preavviso sulle scelte effettuate, la difficolta’ di orientamento dei consumatori nella scelta degli apparati e una carenza di informazione sulla regolamentazione e le modalita’ di criptaggio dei programmi, la mancanza di tutela dei cittadini all’estero". "L’istruttoria dovra’ accertare le modalita’ di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero) i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero, la possibilita’ per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei. Questo, per dare risposta alle concrete esigenze manifestate dai consumatori e per consentire lo sviluppo della concorrenza in base ai contenuti offerti e non alle apparecchiature utilizzate". Per contro, il Consiglio dell’Agcom ha stabilito, con decisione assunta a maggioranza, che, allo stato, "non esistono i presupposti per l’avvio di un’istruttoria relativa alla costituzione della societa’ Tivu’-Sat ai sensi dell’art.43 del Testo Unico della radiotelevisione a condizione che le smart card Tivu’-Sat non siano utilizzate per la fruizione di programmi a pagamento e che la piattaforma offra i propri servizi a tutti i soggetti che ne fanno richiesta a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. Qualunque modifica agli accordi notificati all’Autorita’ comportera’ il riesame della decisione". "Contestualmente, anche a seguito delle segnalazioni di alcune associazioni dei consumatori e della situazione d’incertezza venutasi a creare tra gli utenti, ha aperto un’istruttoria – conclude la nota – al fine di accertare le tipologie dei decoder attualmente sul mercato, la loro conformita’ degli accordi di cessione delle licenze alla normativa di settore nonche’ tutte le iniziative utili all’adozione di un decoder unico".
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