Diritto d’autore. E non solo

A proposito del Diritto d’autore ci si accorge come questo diritto sia stato trattato non sempre in modo adeguato nel tempo. Nel dopoguerra accelerò l’ascolto della radio che portava nelle famiglie il mondo.

Era l’alternativa complementare alla stampe ed alle audizioni di musica in locali, condizionata dal detentore delle frequenze e delle stazioni dalle quali trasmetteva. Anche la musica veniva dalla radio, slegata da luoghi fisici dove avvenivano le rappresentazioni. Si girava una manopola per accenderla, con un’altra manopola si gestiva il cursore che tra le onde medie trovava le stazioni trasmittenti. E da lì si poteva ascoltare musica o ascoltare commedie facendo nel contempo altre cose, quindi svincolati dallo stare seduti in un auditorium, in uno stadio e simili. Questo implicava la moltiplicazione degli ascolti e quindi una maggior possibilità per autori ed editori di fare conoscere le loro opere. Poi si incrementò la discografia: in questo modo la fruizione della musica si svincolava dall’ascolto radiofonico ed il singolo poteva scegliere ciò che preferiva ascoltare, indipendentemente dalle scelte di chi la radio dirigeva. Il problema stava però nella portabilità dei mezzi idonei all’ascolto, ed anche nella loro disponibilità. Poi l’evoluzione tecnica della radio rese possibile la portabilità di questo mezzo di ascolto e questo diede un ulteriore incremento all’ascolto stesso fino ad arrivare alle radioline tascabili. Nel frattempo anche gli strumenti per l’ascolto della musica evolvevano: dal giradischi al mangiadischi portatile. L’ulteriore passo avanti arrivò dallo sviluppo delle musicassette che venivano lette da strumenti portatili. Anche la qualità dell’ ascolto migliorava con l’uso dei CD. Il crescere della fruizione si accompagnava all’aumento anche del non rispetto del diritto d’autore soprattutto in base ai nuovi supporti utilizzati ed alla possibilità della loro duplicazione. Un ulteriore sviluppo alla duplicazione arrivò anche con i magnetofoni che consentivano la registrazione della musica su nastro. Quindi la legge sul diritto d’ autore veniva adattata ai tempi contemplando casistiche aggiuntive rispetto alla legge base. Il salto ultimo: internet. il cambio nelle fruizioni è stato notevole: ognuno può scegliere ciò che vuole ascoltare, la scelta è quasi illimitata. La possibilità poi offerta dagli smartphone di svincolare la fruizione da dispositivi fissi o poco trasportabili ha contribuito al raggiungimento di utilizzi al di sopra di ogni previsione. Gli abbonamenti poi a siti specializzati ed il vantaggio dello streaming rispetto al download ha consentito di portare con sé e poter ascoltare o vedere ciò che si vuole quando si vuole. Il consumo è quindi diventato estremamente elevato e questo fatto positivo si è però congiunto con un mancato rispetto dei diritti di autore e connessi molto elevato. Di nuovo la situazione si è complicata dal punto di vista della tutela dei diritti di Autore e la legge tende a governare la situazione con alterna fortuna. (G.T. per NL)
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