DTT, CARTv: Governo Monti dimostri trasparenza nel settore radiotelevisivo evitando infiltrazioni atte a favorire interessi grandi gruppi

"La nomina da parte del ministro Corrado Passera a rappresentante in Iraq e in Afganistan dell’ex ministro Paolo Romani, completamente digiuno di fatti di politica estera, è un malcelato tentativo di mantenere sotto controllo il settore delle comunicazioni che dipende dal Ministero per lo Sviluppo Economico".

La denuncia viene dal Coordinamento Associazioni Radio Tv (CARTv), sigla sindacale cui fanno riferimento gli enti esponenziali CNT (che rappresenta sostanzialmente gli interessi delle emittenti del gruppo Retecapri-Telecapri), CONNA, CRTL e REA. "Il governo Monti – spiega il CARTv in una nota inviataci poco fa di cui riportiamo ampie sezioni – ormai si rivela per ciò che da un primo momento – sotto forma di sospetti – si era palesato: una compagine succube in molti aspetti del precedente Presidente del Consiglio con il quale sono state pattuite condizioni inaccettabili per un autentico rinnovamento della politica e del paese.  In campo televisivo, stanno per essere espropriate delle loro frequenze 200 emittenti locali, invece di porre all’asta quelle del cosiddetto "Beauty contest" che si vorrebbero regalare alle reti nazionali". Il CARTv se la prende in particolare con la (presunta) presenza in ruoli chiave del Ministero dello Sviluppo Economico di uomini vicini ai maggiori operatori tv nazionali privati ed alle loro rappresentanze. "L’appello online al nuovo Ministro sul sito www.avaaz.org/it/no_tv_gratis, si approssima a raccogliere 150.000 firme, a dimostrazione che sono finiti i giorni del cosiddetto popolo bue", insiste il sindacato che chiede al nuovo governo "che sia istituito da subito un "Tavolo di Lavoro per il Digitale Terrestre" e che siano chiamati a partecipare anche le parti sociali rappresentative delle Tv Locali, considerate dal precedente Presidente del Consiglio in palese conflitto d’interessi, come concorrenza da decimare". (E.G. per NL)
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