DTT e tlc. UE: ok ad operazione Vivendi su Telecom Italia, ma a condizione di mollare la tv

Il nuovo logo della TIM, 13 gennaio 2016. ANSA/TIM ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

La Commissione europea ha approvato l’acquisizione delle quote di Telecom Italia da parte di Vivendi.
La decisione è subordinata alla cessione delle quote (70%) detenute da Telecom Italia in Persidera (la restante quota del 30% è del gruppo L’Espresso), il più importante operatore di rete indipendente in Italia, nato dalla joint venture tra due operatori di rete già esistenti Telecom Italia Broadcasting (TIMB), appartenente al Gruppo Telecomitalia e Rete A, di proprietà del Gruppo Editoriale L’Espresso. Persidera è titolare di cinque multiplex digitali: TIMB 1, TIMB 2, TIMB 3, Rete A 1 e Rete A 2. Nel merito dell’operazione, l’Antitrust aveva infatti rilevato che, successivamente alla transazione, Vivendi avrebbe avuto un incentivo ad aumentare i prezzi di trasporto sul digitale terrestre, mercato in cui Persidera e Mediaset detengono ciascuna una quota significativa: la rete di diffusione DTT di Telecom Italia offre infatti la seguente copertura della popolazione nazionale: mux TIMB1 TIMB2 TIMB3 = 95,6% popolazione e 75,5% territorio;  Rete A1 = 93,4% popolazione e 69,0% del territorio; mux Rete A2 = 93,7% popolazione e 69,7% territorio. L’alienazione della partecipazione di Telecom potrebbe determinare uno scossone rilevante al settore, favorendo il consolidamento di altri player (minori) o l’ingresso di nuovi operatori. (M.L. per NL)

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