DTT, rinviati di 15 giorni i lavori del CNID. Secondo Aeranti-Corallo la riduzione delle frequenze alle locali impedirà gli switch-off conclusivi

"Dopo lunga discussione, la riunione odierna è stata rinviata di quindici giorni senza ancora definire alcun calendario". Lo fa sapere l’associazione Aeranti-Corallo in una nota inviataci poco fa.

"Nel corso della riunione – spiega nel comunicato l’ente esponenziale – Aeranti-Corallo ha evidenziato che la riduzione delle frequenze originariamente previste per le tv locali dal piano nazionale di assegnazione, da 27 a 18, non permette in alcun modo di procedere agli switch off nelle aree ancora da digitalizzare. Infatti con tale esiguo numero di frequenze, non è assolutamente possibile che tutte le tv locali delle aree ancora da digitalizzare ricevano le assegnazioni frequenziali e divengano operatori di rete. In particolare il numero di 18 frequenze è assolutamente insufficiente nelle Regioni Toscana, Puglia, Calabria, Sicilia e Abruzzo e, comunque, sussistono rilevanti difficoltà anche nelle altre regioni in relazione alle esigenze di coordinamento tecnico con le trasmissioni televisive digitali dei paesi esteri confinanti. A conferma della delicatezza della problematica i rappresentanti di molte Regioni hanno espresso forte preoccupazione per le problematiche delle televisioni locali connesse al processo di transizione. Auspichiamo ora – conclude il portatore di interessi diffusi – che il Ministero dello Sviluppo economico, in vista della prossima riunione del Cnid, individui nuovi percorsi per la transizione nelle Regioni ancora da digitalizzare che non penalizzino il comparto televisivo locale e mantengano inalterato il ruolo dello stesso sul territorio". Sulla riunione del CNID ha preso invece una durissima posizione l’associazione CONNA, che pure ci ha inviato poco fa una nota con la quale contesta la propria esclusione dal consesso di "parti associative che avendo grosse riserve se non aperta ostilità verso codeste operazioni affaristiche potevano creare problemi". Per il CONNA "La catastrofe del digitale terrestre di cui ben pochi parlano, si somma all’arroganza dei rappresentanti di questo governo, senza che le forze politiche che potrebbero farlo se ne occupino in modo coordinato". (M.L per NL)
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