DTT, tv locali: nessun dorma sonni tranquilli con la vicenda della riassegnazione dei canali 61/69 UHF

Se il governo Berlusconi mangerà il panettone, una delle questioni che dovrà presto affrontare sarà quella del destino delle tv locali alle quali sono state (o saranno) assegnati i canali dal 61 al 69 UHF.

Come ampiamente noto ai lettori di questo periodico – che per primo ha sollevato la questione – il segmento alto della banda UHF sarà presto (primo semestre 2011) assegnato agli operatori tlc per il potenziamento della banda larga in mobilità, secondo le direttive dell’UE, attraverso un’asta bandita dal MSE-Com. Se passasse il sub-emendamento presentato nei giorni scorsi, gli operatori di rete locali (la lobby delle nazionali ha fatto in modo che a nessuna di esse venissero assegnate frequenze nel range a rischio) dovranno sloggiare entro il 2012. Eppure, secondo il ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani, nessuno dovrebbe essere costretto a farlo. A tutti gli occupanti delle frequenze destinate allo sviluppo dell’internet mobile che vorranno rinunciare a svolgere attività di radiodiffusione televisiva verrà proposto un indennizzo che consisterà, complessivamente, nel 10% della somma percepita dallo Stato a seguito dell’asta di assegnazione, ovviamente calcolata sulla rilevanza demografica (e commerciale?) del territorio oggetto di liberazione radioelettrica. Ma a quelli che non vorranno abdicare al ruolo di operatore di rete (limitandosi a quello di fornitore di servizi di media audiovisivi)? A detta di Romani, che lo ha ventilato in occasione della riunione della scorsa settimana alla Regione Lombardia, potrebbe addirittura essere attuata una riassegnazione di tutte le frequenze disponibili per le locali, dal 21 al 60 UHF (oltre a quelle VHF non riservate ai network provider nazionali pubblici e privati), presumibilmente tenendo conto degli sviluppi assunti dal quadro elettrico successivamente allo switch-off, visto che molte emittenti locali (e nazionali minori), nelle aree già digitalizzate, hanno deciso di non riattivare impianti secondari, lasciando di fatto inutilizzate non poche frequenze regolarmente assegnate. In pratica, una nuova assegnazione e un nuovo switch-off (solo per le locali, però). Così, tra mille dubbi, si avvia una settimana decisiva per il comparto tv del nord Italia, che nei prossimi giorni riceverà le assegnazione degli LCN in prossimità del super switch-off lombardo del 26 novembre. (A.M. per NL)
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