E-commerce, il cliente vuole di più, ma paga di meno

Promozioni, sconti e regali: la giungla degli acquisti online accontenta esploratori sempre più esigenti. Sarà vero?


Il mood è sempre lo stesso: se il cliente paga un volo quanto un elettrodomestico esigerà sempre di più. Naturalmente ad un prezzo ancora più basso. Ma il fenomeno, inversamente proporzionale, non spaventa affatto i più audaci strateghi di marketing, i quali, quasi come “artisti” a pieno titolo, compongono offerte invidiabili per la concorrenza e stuzzicanti per l’acquirente.
In cima alla lista degli esempi più eclatanti troviamo Ikea: si può pagare per farsi consegnare la cucina a domicilio, pagare per avere un dipendente che prende correttamente le misure dei mobili, pagare per farseli montare senza fatica alcuna (fortunatamente per godersela non c’è sovrapprezzo…). Risultato? La cucina, venduta in promozione per qualche centinaio di euro, arriva a quota mille in un paio di click. Un altro esempio di offerte discutibili lo si trova tra i voli low-cost. Con Easy Jet ed altre compagnie aeree si può volare a pochi euro, con assicurazioni (assicurazioni?) da altrettanti pochi euro. In questo caso però le opzioni non esistono: atterrando in aeroporti secondari, per arrivare a destinazione pagare è obbligatorio. E se si volesse cambiare la data del volo? Non c’è problema: selezionando una tariffa superiore si può decidere anche di partire un altro giorno.
L’idea è quella di attirare l’acquirente con prezzi apparentemente ridicoli, per poi fornire opzioni aggiuntive (a volte irrinunciabili) a colpi di click (e di euro), arrivando a vendere servizi a prezzi meno convenienti di quanto si possa pensare. Succede per i voli, per le cucine, per i libri e per tutto ciò che la rete può commerciare.
A quanto pare acquistare online non è mai stato così divertente. A proposito di divertimento: un noto portale, a fronte di almeno 20 euro di spesa in libri, omaggia il cliente di un volume a sorpresa. Tra i tanti, e per la gioia del lettore, possono capitare addirittura “opere letterarie” del calibro di “Quando c’era 90° minuto”: discutibile! (M.M.)

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