E se Michela accendesse la radio?

La “Radio della Libertà” potrebbe in futuro trasmettere su Web ma anche “sulle tradizionali onde medie”


da Radio Passioni

Sempre puntuale (e notturno, forse anche lui ascolta le radio d’oltreoceano), l’amletico Fabrizio mi invia un ritaglio elettronico dal Messaggero del 22 ottobre, in cui Alberto Guarnieri, nel contesto della notizia di una possibile rinuncia al canale televisivo satellitare per la “Tv delle libertà” di Michela Brambilla (costi troppo elevati) elabora l’ipotesi del passaggio a una Web tv e parallelamente della attivazione di una “Radio della Libertà”, che potrebbe in futuro trasmettere su Web ma anche “sulle tradizionali onde medie”.
Fab, che ha riportato la cosa sul suo blog in lingua inglese (un’ottima scelta, dovrei farlo anch’io), commenta chiedendosi chi oggi andrebbe ad ascoltare una emittente politica sulle onde medie monofoniche. Ragionamento che non fa una grinza, anche se malignamente potrei suggerire che visto il profilo demografico dell’elettorato di F.I. le onde medie sarebbero un complemento ideale della strategia comunicativa di Rete 4 (anche quella potrebbe diventare una Web tv…).

ROMA – Si spengono i riflettori su Michela Vittoria Brambilla (foto)? E’ molto probabile e non metaforicamente. Sarebbe infatti ormai questione di giorni la decisione di rinunciare alla vetrina satellitare (canale 862 di Sky) per la ”Tv delle libertà”, inaugurata in pompa magna solo 4 mesi fa, l’11 giugno scorso.
Della chiusura si parla apertamente sia negli uffici romani della tv, diretta da Giorgio Medail, che al quartier generale di Forza Italia. Ma il possibile spegnimento del segnale satellitare non viene spiegato come un fallimento. Si parla infatti di un cambio di strategia che porterebbe l’emittente della Brambilla a diventare prevalentemente (ci sono anche canali analogici che la trasmettono in varie regioni in chiaro) una web tv.
Una scelta che consentirebbe di sviluppare al massimo le caratteristiche su cui è nata la ”Tv delle libertà”, cioè un filo diretto coi cittadini che è molto nelle corde di Internet, frequentata da persone che amano interagire coi siti con cui si collegano.
E’ vero però che Internet non è ancora un mezzo di comunicazione popolarissimo, specie nel target cui ha deciso da subito di rivolgersi la Brambilla. Che per altro sta ultimamente allargando il tiro. In questo week end niente programmi in onda sul sito internet della ”Tv della libertà”, ma solo immagini di monaci-bambini birmani.
A bilanciare il tutto (ridimensionamento e parziale cambio di strategie) arriverebbe infine una novità positiva. L’apertura della ”Radio della libertà”, non si sa ancora se solo via Internet o anche sulle tradizionali onde medie. Certo, mancherebbe la possibilità di vedere la Brambilla, ma il mezzo radiofonico, per la sua agilità, molto si presta a ondate di mobilitazione come quelle che piacciono tanto al Cavaliere. Che infatti sta anche portando sempre più ”in trincea” i suoi mezzi tradizionali: da ”Panorama” a ”Italia1”, entrambi oggetto di un recente cambio di direttori.
Ma perché la ”Tv della libertà” starebbe per rinunciare al satellite? La scelta sarebbe dettata dagli alti costi che comporta questo tipo di trasmissione e dalla tutto sommato scarsa visibilità al di fuori del bouquet Sky. L’emittente non è infatti nemmeno rilevata dall’Auditel nonostante lo sforzo produttivo non sia certo indifferente: dai servizi sul campo al reclutamento di opinionisti d’area.
I sostenitori della Brambilla ricordano che solo pochi giorni fa, il 6 ottobre, la convention dei suoi circoli è stata un successo. I detrattori fanno invece notare che Mara Carfagna le è stata preferita come responsabile nazionale delle donne di Forza Italia. Il che l’avrebbe amareggiata non poco.

Il Messaggero non è l’unico a riportare le voci di un possibile cambiamento di rotta nella casa dei circoli delle libertà. Anche il Velino, nella stessa data del 22, parla di un progetto radiofonico, “vecchio pallino” di Giorgio Medail, a sua volta storico stratega del combinato mediatico di Arcore (dalla Telemilano del 1975). Ma secondo Il Velino di spegnere la tv non si parla proprio:

Tv delle libertà, Medail e Brambilla: Crisi? Andiamo avanti

Roma, 22 ott (Velino) – Tv delle libertà in crisi? Macché, “non c’è nessuna novità, procediamo con soddisfazione e andiamo avanti con la nostra striscia di trasmissioni quotidiane” dice il direttore dell’emittente, Giorgio Medail. “Non lasceremo il satellite, anzi potenzieremo ulteriormente la diffusione del canale” aggiunge Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della libertà. Nessuna chiusura di battenti all’orizzonte, quindi, per il progetto mediatico nato circa quattro mesi fa e supervisionato dalla “rossa” manager lanciata da Silvio Berlusconi. Smentita la notizia di un cambio di strategia aziendale che avrebbe portato alla rinuncia della vetrina satellitare, lasciando in campo solo il canale web. “Il bilancio di questi quattro mesi di lavoro è molto positivo – chiarisce Medail interpellato dal VELINO –. Per ora non abbiamo nessuna novità, poi si vedrà”. Resta in sospeso l’idea di dar vita anche a una “Radio delle libertà”: “È un mio vecchio pallino – continua Medail –. Sarebbe la famosa quarta gamba del tavolo, oltre al giornale, alla tv e al web. Non è stato possibile dare vita prima a questo progetto perché c’è stato un problema di frequenze”. Il progetto, insomma, è ancora valido.
A difendsa della Tv della libertà è scesa in campo anche la Brambilla: “Che i Circoli della libertà stiano dando fastidio a qualcuno è un fatto ormai arcinoto, ma ciò non giustifica, in alcun modo, la diffusione di notizie false, anzi inventate di sana pianta. Oggi – ha aggiunto – pur di screditare l’attività di un movimento, c’è chi non esita a ricorrere a ogni mezzo lecito o illecito, ma da questo a inventarsi una notizia che proprio non esiste molto ci corre. Non solo la Tv della libertà non lascerà il satellite, ma l’obbiettivo al quale stiamo lavorando è anzi quello di potenziare ulteriormente la sua diffusione convinti come siamo che oggi, in questo paese, c’è sempre più bisogno di un mezzo televisivo che dia finalmente diritto di parola e di opinione a tutti quei cittadini – e sono davvero tanti – ai quali la politica di questo governo ha ormai voltato le spalle”.
Forse Fab ha ragione quando dice che a nessuno verrebbe in mente di sintonizzarsi sulle onde medie, figurarsi per raccogliere il verbo brambilliano. Negli Stati Uniti la talk radio conservatrice è dominante e molte stazioni operano proprio in AM. Mentre qui in Italia semmai si mormora di onde medie (a proposito, che fine hanno fatto i progetti del Conna per una azione legale a favore delle street radio in onde medie? Giovanni Montefusco non me ne ha più parlato). Quanto alla Radio delle libertà, guardate che succede a fare un semplice whois. Il sito, per ora, rimanda alla home page dei Circoli. Circolare, circolare non è (ancora) successo niente.

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