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Gestione del diritto d’autore e dei diritti connessi nel marasma più totale.
Le figure di SIAE (ente di collecting del diritto d’autore) e SCF (collecting dei diritti connessi al diritto d’autore) sono sempre state alle emittenti radiotelevisive come il canone RAI sta al cittadino: forme parassitarie. Certamente a torto, visto che il loro ruolo è sacrosanto; magari non nella stessa misure delle loro politiche (spesso discutibili), ma indubbiamente giuridicamente ineccepibile.
Ora però, dopo il recepimento di una direttiva europea mirata ad introdurre in tutti gli stati membri la liberalizzazione del mercato del diritto d’autore (che in Italia le ultime stime davano a quasi 750 mln di euro), SIAE non è più monopolista nella raccolta e deve spartire la torta con altri soggetti, coi quali non pare esserci proprio quel feeling che questa rivoluzione suggerirebbe (come dimostra la guerra di comunicati e/o dichiarazioni in corso in questo periodo con Soundreef, uno dei nuovi player più agguerriti).

Vaso di coccio tra quelli di ferro sono le emittenti radiotelevisive, che, ex art. 23 del D. lgs. n. 35/2017 (salvo diversi accordi intervenuti tra le parti – ad esempio tra i soggetti portatori di interessi diffusi e i vari OGC ed EGI – gli utilizzatori), devono far pervenire entro 90 giorni dall’utilizzazione alle collecting presenti nel nuovo elenco redatto dall’Agcom in un formato concordato e prestabilito le pertinenti informazioni a loro disposizione (cioè la reportistica). Modello condiviso che però ancora (ovviamente) non esiste.

Sennonché, con l’entrata in vigore della delibera n. 396/17/CONS del 19/10/2017, trovano applicazione le sanzioni amministrative previste per le radio e tv locali che non inviano alle collecting (OGC e EGI) la reportistica delle opere musicali e cinematografiche trasmesse, nel termine di 90 giorni dall’utilizzazione.
Eppure la stessa Agcom, per una gestione più agevole dei diritti connessi, ha istituito un tavolo tecnico con i soggetti portatori di interessi diffusi diretto a identificare i mandati affidati agli OGC e alle EGI (per sapere quali opere vengono rappresentate da una collecting) e a definire standard comuni tra gli utilizzatori e le collecting (ad esempio riguardanti – proprio – la reportistica), col fine di facilitare così tutti gli operatori del settore. Facilitare, appunto.