Giornalisti – Fondo pensione: cambiano i comparti d’investimento

Stampa Democratica si rivolge ai giornalisti, contrattualizzati, che hanno una posizione al Fondo pensione di categoria, sia perché iscritti, sia perché hanno scelto di far confluire nel Fondo stesso il TFR maturando


Riceviamo da Stampademocratica.it

Stampa Democratica – fondata da Walter Tobagi
Sempre da una parte sola. Quella dei giornalisti.

da Mariagrazia Molinari. consigliere d’amministrazione del “Fondo pensione dei Giornalisti Italiani”

Care Colleghe e cari Colleghi,
questa nota è indirizzata a chi di voi, contrattualizzato, ha una posizione al Fondo pensione di categoria, sia perché iscritto, sia perché ha scelto di far confluire nel Fondo stesso il TFR maturando. Colgo l’occasione per ricordare che il conferimento del TFR non dà automaticamente l’iscrizione al Fondo: questa, infatti, deve essere richiesta espressamente all’Editore che sarà quindi tenuto a versare sul vostro “conto” l’1% dello stipendio-base (voi parallelamente contribuirete con un minimo dello 0,10%).

Comunque vi invito a leggere quanto segue con attenzione perché si parla dei vostri soldi, del loro rendimento, delle scelte di gestione che dovete fare, e monitorare, con grande attenzione.

Perciò sono obbligata a fare un po’ di cronistoria. Cercherò di essere semplice e lineare ma non posso evitare “tecnicismi”.

La struttura originaria del Fondo
Originariamente il Fondo era articolato in 3 comparti di investimento:

1) Conservativo – gli investimenti erano (e sono) sostanzialmente monetari – con rischio molto basso e rendimento altrettanto basso. (performance netta 1,55% nel 2006 – 0,73% nel 1° semestre 2007 – cumulata 2003/2006: 8,88% )

2) Prudente – 25% azionario e 75% obbligazionario – ha dato rendimenti interessanti (performance cumulata 2003-2006: 25,51%)

3) Mix – (40% azionario) – ha avuto una performance più bassa del Prudente nel 2006 (2,93% contro 3,40%) ma nel quadriennio 2003/2006 ha realizzato una performance netta del 32,59%.

Il nuovo comparto “Garantito”
Con l’apporto del Tfr al Fondo, è stato creato, così come previsto dalla legge, un comparto “Garantito” che consentirà la “difesa” del capitale versato, un rendimento non inferiore al tasso di rivalutazione del Tfr lasciato in azienda e altri vantaggi di tipo fiscale, di anticipazione, di contribuzioni obbligatorie.

In questo comparto affluiscono le quote di Tfr maturando dei giornalisti che non avevano effettuato una specifica scelta di comparto entro il 30 giugno. E’ tuttavia “aperto” anche ad altri iscritti.

Chiude il “Conservativo”

Il varo del comparto “Garantito” ha messo in evidenza “l’inutilità” ( anche in termini di costi di gestione), di tenere in vita il “Conservativo” cui aderiscono peraltro solo 323 colleghi. Quindi, il comparto “Conservativo” verrà chiuso nel prossimo dicembre.

Attenzione! Se fate parte di questi 323 colleghi , dovete scegliere in quale comparto volete ricollocare il vostro capitale, a partire dal gennaio 2008. Nel caso non decideste, verrete automaticamente “passati” al nuovo comparto “Garantito”. Che però ha regole e vincoli diversi.
Nasce “Crescita”, per chi guarda lontano
Nell’esame dei comparti, è emersa la necessità, sottolineata dai gestori, di differenziare maggiormente i comparti, quindi il livello di rischio e di rendimento.

Perciò è stato costruito un nuovo comparto, definito “Crescita”, assai aggressivo avendo una componente azionaria del 75% e un’obbligazionaria del 25%. E’ stato pensato soprattutto per i colleghi più giovani che hanno la possibilità, in termini temporali, di capitalizzare i guadagni e bilanciare gli alti e bassi dei mercati azionari.

E “Mix” aumenta l’azionario
Contemporaneamente, il comparto “Mix” ha elevato l’investimento azionario dal 40 al 50%, riducendo dal 60 al 50% gli investimenti obbligazionari, per differenziarsi maggiormente dal “Prudente”.

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