I.T. del MinCom: nuove azioni di protesta in corso

Dopo un periodo di relativa calma, tornano alla ribalta azioni di protesta verso l’operato di alcuni Ispettorati territoriali del Ministero delle Comunicazioni.

Sovente, gli organi periferici del dicastero di Gentiloni sono ritenuti responsabili da molti editori di gran parte dei mali patiti dalla radiodiffusione sonora o televisiva.  Se il caso particolare della Campania è già stato portato alla ribalta nei mesi scorsi, è da registrare una nuova dura presa di posizione del Comitato Radio Tv Locali (www.comitatoradiotv.org) verso l’organo periferico del MinCom per la Lombardia, che avrebbe mostrato negli ultimi tempi un atteggiamento schizofrenico, con l’emissione di ordinanze di disattivazione basate su interpretazioni quanto meno opinabili della normativa (che hanno gravato l’amministrazione di ulteriori oneri legati agli inevitabili ricorsi all’A.G.A. ed al rischio di risarcimento danni ex L. 205/2000), con improvvisi e immotivati cambi di rotta, o ancora con un’incomprensibile complicazione delle istruttorie in aperto contrasto con i tentativi governativi di conseguire una riduzione della pressione burocratica sul cittadino. L’I.T. Lombardia, già oggetto nel recente passato di durissime contestazioni che avevano portato anche ad alcune interrogazioni parlamentari (oltre a chili di lettere di protesta al Segretariato generale…), sembra dibattersi tra pericolose (per l’utenza) deficienze organizzative e l’endemica carenza di personale, che giustificano però solo in parte le disfunzioni lamentate dalle emittenti, che deplorano, in particolare, l’atteggiamento poco collaborativo di taluni funzionari, certamente non dimostrativo di una propensione alla risoluzione fattiva delle problematiche. Il C.R.T.L. ha richiesto, a riguardo, un urgente intervento del Segretariato generale (attraverso un’ispezione) per verificare e rimuovere gli ostacoli che si frappongono al corretto funzionamento di un organo territoriale importante come quello di Milano. Situazione pesante (anche se non grave come quella lombarda) pure in Piemonte, dove l’emittenza radiotelevisiva segnala la pluriennale giacenza di pratiche di notevole importanza (delocalizzazione impianti, compatibilizzazioni, ecc.). Anche in questo caso pare siano state avanzate, o siano in corso di formalizzazione, doglianze per la gravità della situazione generatasi. Per onestà di rappresentazione della realtà degli I.T., va invece segnalato il contesto diametralmente opposto che, per fortuna (a dimostrare che, in realtà non di tutta l’erba si può fare un fascio), si registra in Emilia Romagna, dove la già buona efficienza del locale organo del MinCom, da anni affidato ad una direzione stabile, è risultata ulteriormente migliorata attraverso una riduzione dei tempi di lavorazione delle istruttorie, peraltro già al di sotto dei termini ex art. 28 c. 4 Decreto legislativo 177/2005. (M.L. per NL)
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