Investimenti pubblicitari. La crisi c’è ma forse le cose non vanno poi così male

Lo dichiara il Presidente di Upa (Utenti di Pubblicità Associati), Lorenzo Sassoli de Bianchi


Secondo lui, con un po’ di ottimismo, e se i dati relativi ai consumi continuano a migliorare, le grandi aziende investitrici possono rivedere al rialzo i propri budget per gli investimenti in pubblicità nel 2009 (stilati nel corso degli ultimi mesi del 2008, quando la crisi sembrava più nera).
La parola d’ordine, in grado di far tornare il sorriso agli editori di stampa, radio e tv, è “rialzo”. Alla luce dei primi dati sui consumi 2009 (relativi al periodo natalizio e ai primi giorni del mese di gennaio) sembra infatti che i grandi investitori pubblicitari possano prendere in considerazione l’idea di tornare sui propri passi e aumentare (o ripristinare) i propri budget per gli investimenti in pubblicità. Questo almeno sembra pensare Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente di Upa (Utenti di Pubblicità Associati), che, in un’intervista a ItaliaOggi, si dichiara, se non ottimista, almeno molto fiducioso. Lo spettro di una contrazione dei budget pubblicitari aveva intimorito gli editori del Bel Paese, facendo prospettare una spirale negativa che prevedeva meno investimenti in pubblicità, meno ricavi per gli editori, tagli ai costi e al personale di giornali, radio e televisioni. Pare invece che i grandi investitori non vogliano assumersi la responsabilità di “rompere il giocattolino”. Così molto “berlusconianamente”, dichiarano che la crisi si può anzi sconfiggere con nuovi investimenti. Proprio per convincere i propri colleghi imprenditori, Sassoli sta organizzando, per i primi di marzo, un vero e proprio summit del mondo della pubblicità dal titolo “Tutto cambia. Cambiamo tutto?”. In quell’occasione saranno i professionisti delle agenzie di pubblicità ed i docenti di comunicazione a spiegare agli industriali quanto possa essere dannoso smettere di comunicare e quanto, al contrario, la crisi può essere un’opportunità per dare più forza al proprio brand. Convincere gli imprenditori però non sarà facile, se è vero che, come si legge dai numeri di una indagine curata proprio dalla stessa Upa, ben il 40% delle aziende prevede di tagliare sensibilmente il proprio budget di comunicazione 2009 (a fronte di un 25% che pensa di investire di più del 2008 e di un 35% che pensa di confermare i propri impegni). Vedremo dunque chi la spunterà, se lo spirito dell’imprenditore illuminato che guarda avanti o quello di una più pragmatica “attenzione al portafogli”. (Davide Agazzi per NL)

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