La radio? Sul posto di lavoro è meglio

Un’indagine di NCP Ricerche rivela: sempre più gente ascolta la radio sul posto di lavoro


Non soltanto camionisti, rappresentanti e taxista, gente per cui, in sostanza, il posto di lavoro è un mezzo di locomozione, ma anche impiegati, commercianti (soprattutto) e tanti altri generi di lavoratori ascoltano abitualmente la radio sul posto di lavoro: erano il 49,8% del totale lo scorso anno, sono il 50,1% adesso. A testimoniarlo è la NCP Ricerche, società di ricerca del gruppo Finelco, che ha compiuto un’indagine telefonica su un campione di 1000 individui, suddivisi in 4 aree geografiche e in 4 fasce d’età (dai 18 ai 54 anni). Il risultato è stato che poco più della metà (esattamente il 50,1%) del campione ha affermato di ascoltare giornalmente la radio sul proprio posto di lavoro. Il 62% degli ascoltatori più o meno abituali ha dichiarato di ascoltare il mezzo radiofonico giornalmente e la categoria che più d’ogni altra si è mostrata affezionata è stata quella dei commercianti, con circa 5 ore di ascolto no stop (il cosiddetto flusso, la radio ascoltata mentre si fa altro, prestandole al massimo un orecchio, tutti e due solo quando cattura la nostra attenzione per qualche motivo in particolare) al giorno, non oltre le 20, però: a quell’ora l’esercizio si chiude e si torna schiavi della tv. Gli altri parametri rilevati, poi, sono faccenda nota: il tipo di musica influenza l’ascolto per i più giovani, la qualità dell’informazione l’influenza per gli adulti: salvo rare eccezioni è così dalla notte dei tempi. Nel dettaglio, infine, l’indagine ha stilato una classifica delle radio più ascoltate sul posto di lavoro: 105 al primo posto, seguita da Deejay, RDS, RTL 102.5 e Radiodue. (Giuseppe Colucci per NL)

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