La scomparsa di Roberto Bortoluzzi

Era rimasto l’unico della ‘squadra di base’ che nel 1960 diede vita a “Tutto il calcio minuto per minuto”, la trasmissione radiofonica di maggior successo nella storia della Rai


da Millecanali.it

Lunedì scorso è morto Roberto Bortoluzzi, una delle voci storiche dei programmi radiofonici sportivi della Rai. Nato a Portici (Napoli) nel 1921, Bortoluzzi iniziò la professione all’Eiar occupandosi di vari temi, dallo sport alla cronaca. Entrò poi nella redazione sportiva della Rai, costituitasi nel dopoguerra.

Nei 44 anni di attività come giornalista Rai è stato radiocronista di diverse manifestazioni sportive, come le Olimpiadi estive e invernali (insieme a Veltroni e Carosio nel 1952), conduttore di “Le manifestazioni sportive di domani”, “Anteprima Sport” e “Sala Stampa Sport”.

Ma Roberto Bortoluzzi è noto soprattutto per essere stato il ‘grande controllore’ dallo studio centrale di “Tutto il calcio minuto per minuto”, dal 1960 fino al 1987, una storia, dunque, durata qualcosa come 28 anni. Bortoluzzi era l’unico rimasto della vecchia squadra che alle 15,15 del 10 gennaio 1960 aveva inaugurato dalla sede Rai di Corso Sempione a Milano la trasmissione più longeva e fortunata nella storia della Rai.

Così ricorda quegli anni il collega Alfredo Provenzali (che ora sostituisce proprio Bortoluzzi a ‘Tutto il calcio’ della domenica) sulle pagine de ‘Il Secolo XIX’: “Dallo studio centrale Roberto Bortoluzzi, dal campo principale di San Siro, per Milan-Juvventus, radiocronaca di Nicolò Carosio e inoltre interventi da Bologna per Bologna-Napoli con Enrico Ameri e da Alessandria per Alessandria – Padova con Andrea Boscione. Ad infoltire la squadra sarebbero poi arrivati in epoche successive Nando Martellini, Sandro Ciotti, Nico Sapio, Massimo Valentini e Beppe Viola”.
E continua Provenzali “È rimasto famoso il suo modo di intervenire in trasmissione quando qualche cronista si dilungava oltre il consentito. Non un richiamo esplicito ma un piccolo colpo di tosse. Era il segnale che al malcapitato logorroico conveniva cambiare registro, anche perché poi, a microfoni chiusi, avrebbe dovuto subire i rimbrotti, in stretto dialetto napoletano, del conduttore”.

Ma per molti la memoria di Bortoluzzi, protagonista umile ma sempre molto ‘presente’ di quella mitica rubrica, resterà legata alla squadra di base degli anni d’oro della trasmissione, gli anni ’60-’70 soprattutto, quando ‘Tutto il calcio’ era ascoltato (magari con i transistor) davvero da tutti e le voci erano quelle della squadra più ‘classica’: Ameri e Ciotti, grandi protagonisti e amici-nemici, Claudio Ferretti, Piero Pasini, Marcello Giannini, Everardo Dalla Noce, lo stesso Provenzali, Arnaldo Verri, Cesare Viazzi e, per la B, l’inimitabile Ezio Luzzi. Solo qualcuno di questa straordinaria squadra di cronisti, per fortuna, è ancora vivo e magari anche attivo. Ora ci ha purtroppo lasciato lo storico ‘direttore d’orchestra’.

Dopo aver lasciato la Rai, Bortoluzzi, che era la discrezione in persona e non si è mai fatto vedere in Tv né su altre emittenti, si era trasferito a Genova Nervi, dove viveva con la moglie.

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