Le banche mettono un freno agli spot

I dati di Nielsen Media Research sull’andamento del settore Finanza/Assicurazioni mostrano un calo del 7,7% nei primi sette mesi dell’anno


Pubblicità Italia

Ben prima di essere toccato dalla crisi che ha sconvolto la finanza mondiale, il settore bancario ha mostrato in Italia una netta flessione per quanto riguarda la spesa in advertising. Gli investimenti in pubblicità del comparto Finanza/Assicurazioni sono diminuiti, infatti, del 7,7% nei primi sette mesi del 2008, passando da 252.483.000 euro a 233.032.000 euro. Nel 2007, invece, il mondo finanziario aveva investito in spot oltre 400 milioni di euro, un dato in crescita del 7,1% rispetto al 2006. Lo rilevano i dati forniti da Nielsen Media Research che segnalano inoltre – per il periodo gennaio-luglio 2008 – un calo degli investimenti netti da parte di istituti di credito (-4,4% a 138 milioni di euro), assicurazioni (-5,6% a 56,1 milioni), carte di credito (-12,1% a 17,7 milioni) e delle società di investimenti (-31,4% a 17,2 milioni). Gli investimenti in pubblicità del settore Finanza/Assicurazioni sono diminuiti del 7,7% nei primi sette mesi del 2008, passando da 252.483.000 euro a 233.032.000 euro. Ben prima di essere toccato dalla crisi che ha sconvolto la finanza mondiale, il settore ha mostrato in Italia una netta flessione per quanto riguarda la spesa in advertising. Lo rilevano i dati forniti da Nielsen Media Research che segnalano – per il periodo gennaio-luglio 2008 – un calo degli investimenti pubblicitari da parte di istituti di credito (-4,4% a 138 milioni di euro), assicurazioni (-5,6% a 56,1 milioni), carte di credito (-12,1% a 17,7 milioni) e delle società di investimenti (-31,4% a 17,2 milioni). Cresce solo la lancetta del comparto ‘servizi finanziari vari’ (+19,4%), che con una spesa pari a 3,7 milioni di euro ha tuttavia un peso limitato sul totale del settore. Nel 2007, infatti, il mondo bancario ha investito in pubblicità oltre 400 milioni di euro, un dato in crescita del 7,1% rispetto al 2006. Poche sorprese, invece, per quanto riguarda il media mix. Anche nei primi sette mesi del 2008, il mezzo di pianificazione privilegiato è stata la televisione, canale verso cui è stato dirottato il 45,8% dei budget in comunicazione del settore. Segue la stampa, con una prevalenza dei quotidiani (22%) sui periodici (10,3%), mentre alla radio è andata una quota dell’8,1%. Affissioni e cinema si attestano su percentuali risicate (1,9% e 0,4%), mentre. balza in avanti internet che ‘morde’ l’11,5% della torta complessiva contro il 7,1% dei primi sette mesi del 2007. La classifica dei top spender del periodo è dominata dal Gruppo Allianz, seguito da Ing Direct e Unicredit Group. Seguono poi BNL, Che Banca e Direct Line. (C.C.)

Claudia Cassino

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